giovedì 6 ottobre 2011

Moto di rivoluzione

Leggo o scrivo, scrivo o leggo. Quando riprendi un pochino del tuo tempo e dei tuoi spazi è difficile scegliere.
Assaliti da una specie di bulimia dell'azione, vorresti poter fare mille cose insieme.
Leggere, scrivere, mettere in ordine belletti e vestiti, coccolarsi un po' con manicure ecc... Insomma tocca scegliere!
e io scelgo di scrivere, dopo quasi due mesi, anzi toglierei il quasi. Temevo di non sapere più cosa scrivere, di non avere più niente di degno di nota da raccontare. Non che prima ci fosse qualcosa di veramente degno, o che si avvicendassero nella mia vita eventi eccezionali, ma sentivo che c'era del ritmo e che a leggerlo non ci si sarebbe annoiati più di tanto.
La verità è che quello che mancava davvero in questi due mesi era tempo e forza.
Ed ora, non vorrei dirlo troppo ad alta voce, ho la sensazione di aver ritrovato un pochino il ritmo giusto, che per me è una conditio sine qua non per riuscire a vivere più serenamente.
Credo di essere riuscita in qualche modo a riprendere il giro, la mia personalissima batteria, ha smesso di suonare in controtempo, cosa decisamente più affannosa, ed ha finalmente trovato un ritmo che si allinei abbastanza con la sinfonia dell' universo mondo.
Non è mai esattamente lo stesso identico ritmo del mondo esterno, perché credo che anche questo mi preoccuperebbe un po', facendomi temere di non riuscire a riconoscermi dal tutto, ma azzarda un controcanto che ben suona con il resto.
Comunque, metafore musicali a parte, sebbene le vacanze siano lontanissimo ricorso e la stanchezza dell'inverno incominci a farsi sentire, io comincio a sopportare meglio la cadenza di luce e buio.
A voler ben vedere da agosto ad oggi di cose ne sono successe, tutta una serie di piccoli eventi che hanno riempito le mie giornate, spesso rendendomi il respiro affannoso. Forse è anche per questo che ho avuto bisogno di risparmiare qualche energia.
Vorrei poter dire che al 21 di agosto, dopo 10 giorni di pseudo ferie, non mi sarei proprio aspettata che settembre potesse essere così ostico, ma non è così.
Io il mio settembre lo conosco bene, ho un rapporto viscerale con questo mese, non solo perché è
Il mio, quello in cui sono nata intendo.
Ormai nove anni fa al secondo anno di universitá proprio il primo di settembre, ho realizzato in maniera cosciente, dopo un anno decisamente difficile fatto di grandi sbalzi umorali e difficoltà ad alzarsi dal letto, che avevo bisogno di rimettermi in sesto.
Quel primo settembre pioveva, lo ricordo bene perchè ho avuto la sensazione che mi piovesse sia intorno che dentro, che fosse giunto il momento di lasciar scorrere acqua su tutta una serie di fatti, di oggetti di ferite e ricominciare.
La rivoluzione non è mai cosa facile, e ricordo che e i giorni successivi furono difficili, ma intensi.
Da 9 anni a questa parte io il primo settembre mi sveglio... E piove, ma già nel pomeriggio c' é il sole! E anche quest'anno è stato così.
Così anche quest' anno, come é capitato spesso in questa decade meno 1, le prime settimane sono state un alternarsi di scoramento e sconforto e processo di rigenerazione delle energie.
la precarietà mia e di Nicola, un po' di difficoltà nel rapporto con il nuovo capo, la stanchezza di dover gestire la casa in alcuni momenti tutta da sola, il confronto con alcuni amici trentenni ben più stabili e realizzati hanno messo in moto il solito processo di messa in gioco di se stessi. Ma Credo che ancora una volta mi abbia fatto bene.
Oggi è il 1 di ottobre e chiudo i conti con me stessa, almeno per ora, con qualche presa di coscienza in più sia sulle cose positive che le negative del mio modo d'essere, ed entrambe mi fanno sentire più ricca. Mi basta poco!

mercoledì 27 luglio 2011

la vita è una cosa meravigliosa...a targhe alterne!

14 giorni senza imprevisti, piccole sventure ed incedenti domestici, dovrei forse dirlo a bassa voce per "non svegliare il cane che dorme".
Invece Sono così contenta che sento di doverlo gridare in giro. Che il vento stia cambiando? Che sia finalmente ora della risalita?
A quasi un mese dal nostro trasloco mi godo finalmente il silenzio della nostra casa e faccio i primi conti con la convivenza, per il momento devo dire davvero ottima, sarà forse anche merito delle sventure che ci hanno vessato in questi giorni.
Guardando le cose con un minimo di distacco ho la sensazione che anche questi eventi abbiano avuto la loro finalità propedeutica. Questo è il resoconto lucido dopo una settimana passata indenne, non ero proprio della stessa idea 10 giorni fa, quando all'alba delle 23. 30 piagnucolavo disperata nella mia macchina in panne.
Breve resoconto in flash back per darvi l'idea della serie di sfortunati eventi...
Ci trasferiamo il 1 di luglio entusiasti e affascinantissimi da questa nuova impresa, ma con qualche timore per l'economia familiare, avendo Nicola perso da non molto il lavoro e non  essendo giugno, luglio e agosto i mesi migliori per la ricerca.
La casa e la zona sono peró talmente belle che ripagano di ogni cosa.
Entriamo venerdì e e domenica Niki decide di salire a Bergamo a prendere tutta una serie di cose che non era stato possibile portare via con il primo viaggio. Partenza da Milano a mezzogiorno e mezzo e dopo solo 30 minuti di viaggio, mentre io sono nel bel mezzo dell'organizzazione degli armadi,  ricevo una sua telefonata.
"non ti spaventare...non ho fatto un incidente, ma la macchina è bloccata e non riparte, per fortuna sono riuscito a spingerla fino all'autogril di dalmine". e uno!
Qualche giorno dopo riceviamo il verdetto finale per la sua amata Agila...motere fuso e noi non possiamo certo permetterci un cambio motore.
Domenica sera un'amica, Francesca, ci racconta di un conoscente che sta cercando un ragazzo che realizzi consegne di materiale farmaceutico nei mesi di luglio e agosto...perfetto,così almeno sembrerebbe.
Il giorno dopo però quando nicola torna con il racconto del tipo di lavoro, orario e contratto, il quadretto sembra un po meno idilliaco.
Si tratta di consegnare con un furgone dell'azienda materiale farmaceutico, su tre turni dalle 6 alle 19, senza nessun contratto e quindi senza nessuna assicurazione sulla persona, ma solo sul mezzo.
Ok non idilliaco, ma il lavoro non si rfiuta mai...quindi, il giorno dopo, sveglia alle 5.
Ci sentiamo verso le 12 qdurante il rientro a casa per la pausa pranzo, dopo 2 rapidissime chiacchere metto giù, ma....ale 12.15 una sua telefonata.
"tesoro non spaventarti, ma ho fatto un piccolo incidente, un tamponamento con la tua macchina"...ci potete credere, io ho dovufarmi assicurare 2 volte che fosse tutto vero.
Povero, lui era molto stanco, il recente cambio freni della mia macchina ha reso la frenata un po' lunga ehhhhh, è successo quel che è successo.
Pensate che basti? lo pensavo anche noi ma eravamo ancora solo al 7 di agosto.
Martedì dopo sette giorni 7 di lavoro, a 12 ore al giorno, dicono a Niki che è troppo prudente alla guida e quindi i suoi giri di distribuzionwe sono più lenti rispetto  quelli degli altri, quindi 84 h di lavoro regalata...non ci si poteva proprio accorgere prima che non fosse idoneo al lavoro.il mondo del lavoro mette veramente i brividi!
Per fortuna/sfortuna non era certo il lavoro della sua vita, e per quanto ormai ci facessimo affidamento, è anche vero che i ritmi, la assoluta mancanza di regolamentazione e sicurezza del lavoro, ci hanno fatto disperare per poco.
A giovedì (14.7) abbiamo già cercato di dimenticare e ce ne andiamo felici a cena da i miei.Bella serata, ma ...proprio mentre rientriamo a casa...il destino è in aguato.
E anche la mia macchina ci abbandona nel bel mezzo di Viale Umbria ahhhhhh, niente panico, niente panico.
Chiamiamo l'assistenza fiat. E' proprio lì che mentre cerco di aprire il cruscotto, decisamente inceppato...mi rimane in mano la maniglia, DA NON CREDERCI!
Ore 23.30 cado in una crisi profonda. il destino devo proprio avercela con noi.
Questo era a giovedì 14, oggi è giovedì 28 e sono due settimane che non abbiamo a che fare con nessuna serie di sventurati eventi e in questo strano turbillon di energie negative il  nostro buon umore sembra aver aver avuto la meglio!
La vicinanza di qualcxhe amico, collega e dei nostri familiari sicuramente ci ha aiutato a ridimensionare a sopportare meglio e ora finalmente ci godiamo noi due e la nostra bellissima casa sull'acqua.
Io la mattina esco di casa in bici e attraverso la martesana, e con Pixies nelle orecchie, penso di essere ad Amsterdam. La saera Niki mi fa trovare la cena pronta, o cuciniamo insieme per qualche amico e una volta al buio seduti sul divano ci godiamo il "chiacchericcio" di qualche papera, il rumore dei raggi delle bici colpiti dal vento e il verde del fogliame che entra dalle finestre e si prietta sul muro con le sue ombre.
E la vita ...e una cosa meravigliosa!

giovedì 21 luglio 2011

Tre, due, uno...via!

Milano è ormai a tutti gli effetti in assetto estivo, la metro si lascia attendere per 10 minuti comodi comodi, quindi...riesco forse a riavere il tempo per scrivere, ci provo, parta il cronometro!
Oggi sono 20 giorni esatti da quando ci siamo trasferiti e forse incominciamo realmente a prendere le misure con il cambiamento, con i cambiamenti e con gli imprevisti. Oserei dire siamo entrati a regime. Ad esempio ho finalmente automatizzato il percorso casa lavoro, lavoro casa, in modo da riuscire a giungere a destinazione senza prestarci attenzione, motivo per cui riesco finalmente a scrivere. Ho fatto mio il tragitto a piedi fino alla metro, ho capito l'equilibrio perfetto tra orario in cui puntare la sveglia, quando accelerare il passo, dove ferma mediamente la metro, perché la porta mi si apra proprio davanti. Uno studio pressoché scientifico in cui niente è lasciato al caso, che mi permette di attardarmi 5 minuti in più a letto! 5 minuti deliziosi, che "suonano" come un regalo quando da mesi si sentirebbe la necessitá, neanche, il bisogno di uno stacco, di una vacanza. Comunque ripeto , anche un po' per esorcizzare, dopo 15 giorni fitti di disavventure divertenti e meno, di cui vi racconterò nei miei prossimi tragitti,  finalmente ho la sensazione di potercela fare, almeno ad arrivare alla metá di agosto.
Ma non esageriamo e rimaniamo con i piedi per terra. Nel frattempo la meta di oggi è raggiunta, sono arrivata in ufficio. Stop ai cronometri!

martedì 19 luglio 2011

Il riposo del guerriero

Milano parco nord
ricomincio a scrivere dopo ben 2 Settimane dall'ultima volta. Diciamo che dopo due settimane io e Nicola ci rilassiamo un attimo all'aperto e ci godiamo una domenica di riposo. Da un mese  a questa parte i sabato e le domeniche erano servite: prima ad organizzare il trasloco, poi recuperare le cose che ci sarebbero servite ed infine settimana scorsa materialmente per traslocare. Quindi per la prima volta dopo un bel po' ci godiamo l'aria aperta, io mi ricarico al sole e scrivo, Niki si dedica ai suoi esercizi di chitarra e suonicchia un po'.
Devo peró precisare subito che della fatica fatta in questo mese per il trasloco è assolutamente valsa la pena, penso che se solo passaste davanti a casa nostra potreste convenire con noi che ne valesse la pena.
La settimana impiegata da Niki per intuire quale fosse il prodotto giusto per riportare al colore originale il nostro tavolo della cucina e le 8 ore passate insieme a sverniciare, carteggiare e riverniciare non sono che un ricordo lontano.
Il fu comodino, ora mobile per la tv, che ho avuto la brillante idea di voler laccare ma senza prima carteggiare, ora trionfa nella nostra sala . Nessuno potrebbe immaginare che il trattamento da me riservato  abbia comportato:
la stesura di una prima mano di lacca, dopo la quale sembrava nuovo; una lunga asciugatura; una spolverata per successiva seconda mano più coprente.
Peccato che nel bel mezzo della seconda mano, per la quale, non soddisfatta dalle prestazioni del pennello, avevo comprato un rullo, mi rendo conto che il secondo giro di lacca porta via con grande faciltà il primo, che chiaramente non era stato minimamente assorbito dal legno. Il seguito sono stati una pioggia di consigli,'chiaramente ormai troppo tardi, di come avrei dovuto obbligatoriamente carteggiare o almeno applicare uno strato di cementina. Non è finita dopo tutto ció ancora asciugatura per 11 h e poi... Spellare il povero malcapitato. Immagino non sia uno dei passaggi più classici del bricoleur professionista, ma io ho dovuto per 4 h letteralmente togliere la lacca come una buccia dal mobiletto.
Conclusione, per fortuna il comodino era molto bello prima e lo è ancora , non è bianco latte come lo volevo io, ma dopo il mio efficacissimo scrub è sicuramente molto pulito.
Dopo un po' di stress per il mio lavoro piuttosto intenso in questi giorni, le sventure lavorative di Niki, il bricolage e il trasloco, devo dire che se la pace della nostra casetta sull'acqua, ripaga abbastanza, fa sentire altrove un po' più lontani dalle rotture come nella piccola casetta volante di Up.

giovedì 30 giugno 2011

Abitazione in costruzione!

Una settimana di interruzione delle trasmissioni.
Avrei mille cose da raccontare, che accuratamente segno su di un blocco per gli appunti, tra la lista di ció che ho messo negli scatoloni.
Domani saró finalmente nella casetta rosa.
Questi 8 giorni dall' ultima volta che ho scritto, sono stati una corsa affannata, non priva di tensioni e di sconforto. Quella tensione e stanchezza tipica delle imprese "eccezionali". penso che domenica quando saró sul mio divano, in un attimo di meritato riposo, mi godró con soddisfazione la fatica e la corsa fatta.
ricomincerò a riprendere fiato e vi racconteró tutto!
Fino a quel momento...
Ci scusiamo per l'attesa.
Spazio in costruzione!

mercoledì 22 giugno 2011

Meno 10..9..8....


GeoTagged, [N45.44069, W9.21912]

Mancano 2 giorni e mezzo alla firma del contratto, 5 all'allacciamento luce e gas e 10 al trasloco definitivo. Aiuto!
Le mie giornate diventano un sempre più serrato susseguirsi di to do list e di un continuo tentativo di rimanervi al passo. Liste sul lavoro, di due tipi:per la parte di segreteria e per quella di programmazione.
A casa molteplici liste:
- cose da comprare
- cose da inscatolare
- cose già inscatolate
- documenti da recuperare
- documenti di cui sono già in possesso.
Ora non mi resta di redigerne una in cui mi ricordo di dover respirare, dormire, mangiare e per ricordarmi di ricordare.
Provo con la meditazione e i mantra a stare tranquilla, un percorso new age assolutamente personale. O meglio diciamo che semplicemente mi ripeto " ce la posso fare,ce la possiamo fare" condito da grandi auto-pacche sulla schiena.
E finche sono in azione tutto bene, ma ieri appena arrivata in ufficio nei 10 minuti esatti in cui sono sola soletta e organizzo il lavoro per la giornata ecco il panico. Deve essere stato il troppo silenzio, quella sensazione di pace prima del brulichio, a fare da valvola di sfogo. Panico vero e proprio.
Una totale confusione in cui la sensazione di perdita di controllo, di coscienza delle cose, rompe il vaso di Pandora serbato dentro lo stomaco, e lascia fuoriuscire tutto. Paure, ansie e stanchezza tutto sparpagliato su scrivania e documenti. Non so' se avete mai avuto un attacco di panico? La sensazione è molto simile a quella di affogare, di un rubinetto che lascia entrare con forza l'acqua in gola. In realtà basterebbe incominciare a respirare con il naso per riuscire a gestire la cosa, ma in quel momento la cosa più naturale che comanda la tua testa è di aprire ancora di più la bocca. Brutto affare!
Per fortuna ieri c'erano Barbara e Daniela a ricordarmi di respirare con il naso, e a richiudere leggermente quel vaso in modo che non rimanesse che un piccolo spiraglio di sfogo. Piano piano il battito riprende regolare, ma la tensione , lo smarrimento di quegli attimi ti lasciano addosso una stanchezza assurda... Probabilmente niente di nuovo per chi soffre di attacchi d'ansia o di panico.
Tutto sommato riflettendoci questa paura non è del tutto immotivata. Come nel più classico dei casi da manuale di psicoanalisi, questo per me è un momento di svolta importante, soprattutto per la convivenza con un uomo.
Faccio conto ormai da anni con il fatto che, il rapporto complesso con mio padre e le varie difficoltà familiari, mi abbiano indurito un po', tanto da aver sviluppato in me l'istinto a non aver bisogno di un uomo. Capirete quindi lo smarrimento nel realizzare di volere tanto bene ad una persona da decidere di andare a a vivere insieme e condividere intimamente tutto. E condividere vuol dire doversi fidare. Essere pronti a dare, cosa che non mi spaventa, ma soprattutto dover ammettere a stessi di poter aver bisogno della tua "dolce metà".
Ecco tutto ció, unito all'instabilità lavorativa, quindi economica, ed indubbiamente una bella dose di stanchezza hanno fatto traboccare il vaso delle emozioni. Succede!
Sono ormai in assoluta ripresa.
Nicola mi manda foto di come stanno venendo i grandi lavori di restauro di alcuni pezzi d'arredo, molto graziosi,recuperati qua e là dai parenti.
Assolutamente fondamentali, Così come i vari acquisti di mia mamma e di Marvi che ci soccorrono con tutta una serie di complementi vari. In questo modo le mie liste si accorciano e ho la sensazione che si allunghino un pochino le mie giornate. Ho comunque poco tempo per incominciare a razionalizzare il fatto che tra 10 giorni sarò in un'altra casa,in una casa altrettanto mia, ma altra. La sensazione che ognitanto ho è che la differenza più grande sará il silenzio. La pace che spesso ho accanitamente desiderato qui, forse sará la cosa che più mi sembrerá strana. Forse il caos, la follia, ma anche la passione di queste mura, di queste 4 persone che,anche se ognitanto ho odiato, amo profondamente, saranno la cosa che mi mancherà di più.

venerdì 17 giugno 2011

Videodrome

Dunque calcolando che:
ho staccato lo sguardo dallo schermo di un pc all'1.30 ieri notte; che mi sono svegliata alle 6.30 e tra lavaggio, vestizione e trasferimenti, alle 8.20 sarò di nuovo davanti uno schermo, pensate che subirò una mutazione genetica?
Ogni tanto nutro il segreto terrore che mi ritroverò catapultata in una situazione alla videodrome, con gli schermi e le tv a controllare le nostre teste. Dalla mia, per fortuna, c'è che mi sottraggo quasi totalmente alla sovraesposizione da tv.
L'altro ieri nei 30 minuti di televisione che mi concedo nel guardare il Tg assisto a delle immagini che nella mia testa rievocano quella sensazione piacevole di una chiave sfregata
con forza contro una carrozzeria scintillante, ma emettendo il piacevole suono di un grosso gesso che solca una lavagna con forza, che sensazione meravigliosa.
Non il nostro amatissimo ministro Brunetta si riferisce ad una giovane precaria definendola il peggio dell’Italia e senza volerle dedicare un attimo di attenzione, sbatte i tacchi e se ne va (l'ironia sui tacchi nel caso di Brunetta è assolutamente involontaria).
Io sono precaria dalla notte dei tempi, da quando per la prima volta mi sono affacciata al mondo del lavoro.
Sono precaria da sempre, lo sono stata, precaria e " irregolare" anche quando lavoravo per una figura istituzionale e con l'onorevole Brunetta sono d'accordo!

Siamo il peggio dell'Italia, ciò per cui la politica dovrebbe vergognarsi. Si vergogna il dottor Brunetta per questo scempio che é il mondo del lavoro in Italia?
Io per non saper né leggere né scrivere me ne vergogno anche per lui.

martedì 14 giugno 2011

La vasca

Buongiorno mondo!
Questa mattina a Milano rivediamo il sole dopo 10 giorni di pioggia che sono sembrati lunghi 2 anni. 
La città da lunedì ha incominciato la sua metamorfosi. Inizia tutto in sordina, con la terza settimana di giugno e prosegue, modello reazione a catena, fino ai primi di settembre.
Venerdì sono finite le scuole e la città incomincia a svuotarsi, come un enorme vasca da bagno .
Tolto il tappo, acqua e sapone incominciano a scendere dapprima piano piano, quasi impercettibilmente, poi in maniera più consistente e visibile creando un vortice, un ingorgo.
E' ufficiale oggi si incomincia a percepire l'abbassarsi del livello dell'acqua di questa grande vasca da bagno che è Milano e tutto si rallenta!
Negli uffici prosegue il quotidiano brulichio, ma fuori, guardando dalla finestra come si fa con un acquario, la sensazione è che sia tutto un po' ovattato.
Mezzi pubblici meno frequenti e più lenti, meno macchine in giro, nei supermercati niente più lunghe file indiane alle casse... Una Milano in slow motion.
Io in questo inizio di letargo per la città mi muovo, come sempre, involontariamente contro corrente.
Tra 1 settimana e mezzo firmerò il contratto per la mitica casetta rosa e tra tre settimane saremo materialmente dentro... Aiuto!
Mi divido tra un'intensa, ma gratificante attività lavorativa, ed un altrettanto intenso dopolavoro concentrato su scelta del giusto gestore luce e gas, telefono e la scelta del divano adatto... chiaramente sempre con l'intento di spendere il meno possibile.
Non avendo mai fatto ricerche d questo tipo prima d'ora, procedo con piglio scientifico, l'unico che mi dia un minimo senso di concretezza.
Diciamo che a che mi vede da fuori, può forse sembrare che io stia realizzando una tesi dal titolo: L' A B C del neo "proprietario" di casa. (sottotitolo) come cavarsela in 2 con 1200 euro al mese.
Ho effettuato lunghe ricerche utilizzando tutti i supporti a mia disposizione: internet, libri, giornali , allegati. Mi confronto giornalmente con chi ho vicino per venire a capo di ogni scelta in modo che sia la migliore e saltuariamente realizzo interviste telefoniche con gli amici lontani.
Ma alla fine dei conti credo che questa tesina da 10 e lode non abbia risolto il mio panico da decisioni importanti, che possa porvi rimedio il tempo?
Probabilmente come in ogni cosa la tensione svanirà nel momento in cui saremo materialmente “dentro” al cambiamento alla novità...sarà così! Vero?

lunedì 6 giugno 2011

Si riparte

Da dove incominciare?

Mancano 5 minuti alla mezzanotte.

Domani sarà esattamente un anno che lavoro dove lavoro, e sarò esattamente a metà strada di questo mio contratto a tempo determinatissimo, che scadrà a novembre.

È quindi piuttosto normale sentire il bisogno di fare un generico punto della situazione:sul mio prossimo futuro;su quello che mi aspetta in questi prossimi mesi, e sui 3 già trascorsi dall'inzio di questo viaggio insieme.

Nelle orecchie scorre il nuovo album di Daniele Silvestri, decisamente bello.

Dunque, non perdiamoci, dicevo, da dove incominciare...?
Tre mesi fa vi raccontavo della mia insicurezza lavorativa e del “piccolo
disastro” a cui avevamo assistito sul lavoro, 8 persone lasciate a casa.
Ecco in questi giorni, una piccola schiarita.
Come anticipato un po' di settimane fa, si è “insediato” il nuovo direttore di divisione.
La mia impressione iniziale si sta consolidando.
Niente miracoli, ma sicuramente si tratta di una persona molto concreta e di polso, pronto a tentare il tutto per tutto per risollevare le nostre sorti.
Sentirsi meno abbandonati a se stessi fa sopportare di più il peso di tanto lavoro, almeno per me. Inoltre pare che, almeno per il momento, i feroci tagli del personale si siano arrestati.

Barbara ( la mia compagnia di scrivania) e Alfredo, sono stati i primi ad ottenere un rinnovo di contratto.
Dopo tanti addii la cosa ci rende molto felici e forse, segretamente, anche un po' più ottimisti.

Io comunque non so ancora cosa sarà di me a novembre, mi sforzo però di essere il più possibile ottimista, perchè è così che sono.

Tra un mese andrò finalmente a stare da sola.
La vita ha voluto che io riuscissi a realizzare questo mio desiderio con 4 anni di ritardo, inutile accanirsi contro il fato, si perde sempre.
D'altronde 4 anni fa sembrava potessi avere la tranquillità lavorativa necessaria, ed invece nel giro di pochi mesi è cambiato tutto. Non solo non ho ricevuto la promozione che mi spettava,
ma sono proprio rimasta a casa.
E' stata la prima volta che ho avuto modo di saggiare l'instabilità dell'ambito lavorativo e probabilmente allora non immaginavo proprio che sarebbe andato via via peggiorando.
A distanza di 4 anni la mia situazione non è più stabile di un tempo, ma sono io ad essere molto cambiata.
Sono più agguerrita, perchè questa società lo richiede, e sono pronta a darci dentro più che posso pur di riuscire a trattenere tra le dita ciò che ho.
Sono sicuramente più lucida di un tempo e preparata all'imprevisto, so bene che, nonostante si stringa forte il pugno, spesso quel poco di “terra” che conservi in mano ti viene portato via comunque.
Ho imparato ad essere una equilibrista, a capire che nonostante l'incognita del poter cadere e farsi male, conviene comunque provare ad andare avanti.

Quindi... ho 29 anni, a settembre 30 (aiuto!), a novembre non so esattamente che sarà di me. Amo il ragazzo che sta venendo a vivere con me, ma che al momento essendo senza lavoro è ancora più equilibrista di me, ma voglio assolutamente andare avanti. Non permetterò a questi giorni e mesi ed anni di instabilità storica e sociale di bloccarci.
Niente cemento per noi, grazie, meglio equilibristi sul vetro che immobili.

Tra due giorni avremmo dovuto partire.
Mi sono attardata un po' nel raccontarlo perchè è stata dura rinunciare. Ancora una volta, ma...niente viaggio per noi.

Non aspetterò più Berlino , almeno nell'immediato rimarrà un miraggio lontano. Speriamo che tra un anno lo stesso viaggio possa essere la ricompensa per aver tenuto duro.

Mi sono attardata un po' nel raccontarlo perchè è stata dura rinunciare ancora una volta, ma...niente viaggio per noi.
Sento di aver bisogno di darci ancora una possibilità qui.
E' strano questo paese, che ti mette alla prova mille volte, ti sfinisce senza mai darti niente in cambio, ma che malgrado tutto fatichiamo a lasciare.
Questa terra ci porta via tutto, ci svuota le tasche, così ci tiene al guinzaglio e non ci lascia andare.
Io comunque, per un motivo o per l'altro a Berlino non ci andrò, solo per ora!

Aspettando Berlino peró continua, con le sue, le mie incognite, le mie, le nostre aspettative e il desiderio di rivalsa.
Quindi questo spazio libero, di libero sfogo prosegue, nella speranza di non aver perso la vostra attenzione, il vostro interesse ed affetto.

Ricomincio la mia radiocronaca, sconclusionata e senza pretese che spero abbia saputo "rubarvi" ogni tanto un sorriso, una riflessione un pensiero.

Ben tornati

martedì 31 maggio 2011

Stand by

Temporaneamente in stand by causa " tentativo di riorganizzazione di vita".
Nel tentativo di riorganizzare le cose, di non perdere i pezzi e di improntare qualcosa di nuovo, ho dovuto inevitabilmente prendere un po' di tempo.
Ma ci sono, giuro non mollo il colpo. Ho tantissime cose da raccontare, da raccontarvi, è il tempo che manca e il sonno.
Comunque, è martedì 1 giugno e ho davanti un fine settimana lungo. Conto quindi di riuscire a riprendere le fila, di questo racconto e di me...

martedì 24 maggio 2011

Ditemi che é venerdì!?

Suona la sveglia. Ho gli occhi ancora chiusi e in lontananza sento mia sorella che si lamenta dell' essersi dovuta svegliare così presto, la prima volta da mesi. Nella mia testa incomincia un mantra
"Fai che sia venerdì, fai che sia venerdì" apro un occhio e butto uno sguardo alla sveglia.
Dho!... È mercoledì, ancora!
Buongiorno, Milano questa mattina è grigia e dopo i trenta gradi di ieri e phon oggi forse pioverà. La tragedia è che se anche non dovesse, il livello di umidità è tale che ci ritroveremmo comunque bagnati. Sono stanca morta, continuo a dirmi domani esco presto dal lavoro e torno a casa per organizzare un po' la mia nuova vita, ma è pressoché impossibile, torno a casa tardi, preparo da mangiare e a quel punto, cotta, non riesco a fare molto. Niente scatoloni, niente scrivere, niente leggere e niente comunicazione con il resto del mondo.
A suo tempo quando abbiamo realizzato il passaggio di consegne al lavoro devo averlo sottovalutato, come mole intendo. O forse speravo che alcune enormi perdite di tempo non sarebbero più state affare mio. Come dover continuamente rimettere insieme i pezzi di lavoro che altri non vogliono fare e che non sarebbero di mia competenza. Peró, purtroppo o per fortuna, io ci sono sempre e rispondo sempre, quindi tocca a me anche quello.
Non mi spiace e non soffro particolarmente del dover lavorare sotto pressione, solo non riesco a sopportare il rischio di poter perdere qualche pezzo. Cosa praticamente inevitabile. E così, ripasso in maniera quasi ossessiva quello che devo fare, mentre cammino, alla toilette, mentre sono al telefono e alla fine inevitabilmente buco... non la data edicola, ma la fermata della metropolitana. Sarà meglio tornare indietro, o questa mattina non si parte!

mercoledì 18 maggio 2011

At last

Buongiorno questa mattina cielo grigio su Milano. La città in questi giorni appare un po' indecisa sul tempo:caldo,freddo,caldo e pioggia.
Nelle orecchie At last - Etta James-, se è un po' che non ascoltate questo pezzo e anche sopra di voi il cielo è grigio, vi consiglio di metterla su...e godervi il momento.

Accanto a me,scendendo le scale della metropolitana, una mamma con 2 bimbetti per mano, niente di strano in tutto ció.
La cosa che mi lascia un po' perplessa è il modo in cui si riferisce a loro.
Rapida carrellata descrittiva:
il figlio più piccolo, maschio, deve avere 5anni e mezzo, perché il tema del discorso intrapreso è la sua festa dei Remigini. Non so se si chiami così in tutta  Italia,per intenderci,  trattasi del "rito di iniziazione" che segna il passaggio dall'asilo alla scuola elementare. Una festicciola che gli asili realizzano a giugno per evidenziare il passaggio, a settembre, ad un'altra fase di vita. -A 23 anni dalla mia festa dei Remigini ho l'impressione che se avessi realizzato all'epoca che questa seconda fase di vita sarebbe durata quasi 20 anni, non ci avrei trovato niente da festeggiare.
La femminuccia invece, agganciata alla mano destra della mamma, ha 6 anni. Va già a scuola, ma è talmente piccola che non potrebbe che frequentare la prima elementare.
Detto ció, il piccolo sta raccontando alla mamma qualcosa sulle ragazze pom pom e cheer leader. Mi giro a guardarli per capire se l'impressione sull'eta fosse corretta. Ragazze pom pom e cheer leader, non credo di essermi mai interessata all'argomento prima dei 11-12 anni e sicuramente a 5 non avevo idea di cosa fossero.
E' a quel punto che la conversazione dell'allegra famigliola mi lascia ancor più perplessa.
La mamma rivolgendosi al figlio: "Edo mi farebbe piacere se venisse anche Sara alla festa dei Remigini, non credi sarebbe bello" successivamente rivolgendosi alla figlia " che ne dici Sara ti piacerebbe? Potrei farti venire a prendere a scuola dalla nonna, sempre che a te faccia piacere?"
Ora, forse la conversazione perplime solo me, ma la sensazione era che dietro di me ci fossero 3 gentili signore sulla sessantina che si mettono d'accordo per il tè delle 17.00, decisamente non due bambini.
Ma probabilmente sono io che mi "stupisco" facilmente.
Qualcosa però deve esserci di strano, o meglio di diverso.
Riesco finalmente a sedermi in metropolitana e proprio accanto a me, alla mia destra e sinistra, due ragazzini di 8/9anni, una volta avrei detto bambini, ma l'abbigliamento e il piglio, mi fanno scegliere il termine ragazzi. Fanno l'intero viaggio accanto a me, senza nemmeno guardarsi. Dopo 30 minuti di metropolitana, un cenno d'intesa e scendono completamente soli.
Boh, sarò strana io!

martedì 17 maggio 2011

rimembranze latine

Che carini.
Questa mattina i miei vicini di “viaggio in piedi” (nuova disciplina sportiva, visto che per riuscire a stare dritti bisogna contrarre tutta la muscolatura) sono due sedicenni, maschio e femmina.
Il fatto che io li definisca carini non dipende solo dal fatto che siano decisamente piacevoli alla vista e senza troppi fronzoli, cosa molto rara.
La cosa che in realtà mi stupisce di più, oltre la loro faccia pulita, è che per tutto il viaggio hanno rievocato la traduzione di latino del giorno prima. Facevo anche io così? Decisamente non lo ricordo.
Sono sicura che al termine del compito in classe ci si confrontasse sul modo di tradurre un verbo o le accordanze dei complementi, questo la ricordo bene.
Vivevo sempre quel momento con un po' di terrore, ero una di quelle che lasciava esporre gli altri, vivendo con un po' di ansia quelle anticipazioni di errore.
Pensate quindi quale possa essere la mia ammirazione per questi due baldi giovani che rievocano un pezzo dopo l'altro tutta la versione.
Io ieri in classe non c'ero, ma, della serie gli esami non finiscono mai, ritorna nella mia testa un po' dell'ansia di allora.

Vi ho lasciato la settimana scorsa con un po' di incognite sulla casa e sul futuro prossimo mio e di Nicola, credo di avere per voi qualche novità...
Sinceramente ho voluto aspettare a vuotare il sacco per due motivi:
- primo fino a che le cose non si concretizzano con un gesto, con un documento, sembra tutto un po' meno reale.  Anche nell'era del virtuale l'ansia da "pezzo di carta" non ci abbandona, care vecchie abitudini!
- secondo ci tenevo che alcuni amici che leggono il blog e che non avevo ancora sentito di persona, sapessero quello che sto per dire direttamente dalla mia voce.
Siamo a tutti gli effetti miss e mister Martesana!
La casetta è nostra. L'immobiliare ci ha tenuto a farci sapere che siamo proprio piaciuti alla proprietaria, non avevamo dubbi. Vi ricordate i pinguini di Madagascar "dolci e coccolosi", ecco ci siamo presentati esattamente così!
Quindi dal primo di luglio saremo nella nostra piccola casetta rosa, questa fantastica notizia è stata l’azione che ha dato il via a tutta una serie di reazioni a catena.
Ma di queste ansie, gioie ed idee vi racconterò questa sera!

venerdì 13 maggio 2011

Work in progress

Coma, neanche troppo apparente.

Fantastico la settimana è appena incominciata e io già fatico ad aprire gli occhi e comandare al corpo
di reagire. Sarà anche colpa delle centinaia di capriole che faccio tutta notte
tra le lenzuola, mi giro e mi rigiro senza prendere pace. Certo in momenti come
questo è difficile mettere la testa a tacere, così al risveglio testa ed arti
fingono di non conoscersi e proprio non ne vogliono sapere di mettersi in
piedi. Ma ci provo comunque e vado al lavoro.

Questa Sera Nicola mi passa
a prendere e andiamo ad un aperitivo pre campagna elettorale, senza nessuna
intenzione di badare al circo politico che gravita intorno a noi potenziale
elettorale, ma solo con l'intenzione di incontrare cari amici e dargli man
forte per l'organizzazione e magari sfruttare un cocktail gratis, benedetti
siano gli open bar.

(Lo sa bene riky che alla
chiusura timidamente chiedeva tre long island take away "dici che me li
fanno?").

Queste serate le conosco
bene.

Il mio ex capo, che come vi
dicevo un po' di tempo fa' era prima consigliera e poi assessore, era una
veterana nell’organizzazione dei party pre elettorali, altro che
aperitivi. Organizzavamo veri e propri " balli delle debuttanti".

Grandi cene con musica dal
vivo ed intrattenimenti vari, dalle cartomanti ai tatuaggi all'henné, onor del
vero tutto a sue spese. Mi ricordo perfettamente lo stress di quei giorni devo
dire che non ha niente da invidiare a quello di questi giorni.

Tanto, tanto lavoro. Lo
ammetto Arranco un pochino, anche perché avrei dovuto mollare tutta una serie
di cose che facevo prima, ma a quanto pare non fanno che aumentare le cose da
fare. La cosa non mi traumatizza troppo, mi piace sentirmi impegnata, ho solo
paura di perdere qualche pezzo, cosa su cui assolutamente non transigo.

Anna il mio capo se ne è
accorta, devo dire che non posso proprio dire nulla sotto questo punto di
vista, ho da parte sua tutta la “riconoscenza ed apprezzamento” che
si possa desiderare sul lavoro.


Stop


Questo scrivevo lunedì, ma non
sono neanche riuscita a postarlo, mi spiace. Recupero ora.


Qualche amico mi ha fatto
notare che sto scrivendo un po' poco, ho ricevuto qualche
"appassionato" sollecito, cosa che mi ha reso immense felice.
Scrivere queste "pagine" è un po' come mettere un messaggio in una bottiglia e dargli
il via, non puoi avere l'esatta percezione di chi legga e perchè lo faccia.
Sapere che qualcuno si accorge della mia mancanza mi rende molto felice.



Succede che in questi giorni
arranco un po', fatico a riorganizzare il tempo, lo so lo avevo già detto. Ogni
minuto libero, i trasferimenti, il tempo a letto prima di crollare, li dedico
alla ricerca su pagine di ricerca lavoro e case, giusto a conferma del fatto
che sono tempi di continua ricerca.

Cerco di aiutare Nicola a
trovare proposte interessanti e trovo un'alternativa abitativa, nel caso
venerdì ci dicessero che non c'è possibilità, e che il televoto decreti
definitivamente che il percorso di Miss Martesana per me e Nicola finisce qui.
Noi dalla nostra, mercoledì ce l’abbiamo messa tutta ber sbaragliare la
concorrenza, staremo a vedere. Credo che per entrambi ottenere quella casetta
sia proprio un modo per mettere un mattone, la sensazione di poter costruire
qualcosa di veramente nostro e malgrado tutte le difficoltà e le ansie che ci
assalgono ogni giorno, non siamo disposti a buttar via questa speranza.

Quindi “concorrenti
ancora in gioco” state pronti all’ultimo atto, il podio è nostro!

venerdì 6 maggio 2011

Musica!

Trolley, occhiali , "be my baby" nelle orecchie. Nella mia testa va in onda il secondo tempo del musical metropolitano di cui ho vi ho parlato qualche settimana fa. D'altronde immaginatevi questa sequenza musicale: - be my baby -roonettes
- bliktzrit pop - flash
- charlie fa surf
Provate a stare fermi!
Non si riesce proprio, neanche stando agganciati ad un palo della metropolitana, tacco dieci ai piedi e trolley. Se qualcuno si sta chiedendo dove io stia andando "valigia" alla mano, "non temete", non sto partendo. Nessun viaggio esotico in programma. Avendo scelto di andare avanti con la casa pur essendo l'unica fonte su cui contare, credo che sarà difficile anche solo prendere il tram.
Però c'è Bergamo e la casa in mezzo al bosco, una romantica villeggiatura tra folletti e caprioli, un modo per staccare.
Nella mia testa passa - to' night- creedence clearwater e io sono quasi arrivata.
Sentivo proprio il bisogno di ricominciare a scrivere anche in metropolitana. La fermata prima della mia è salito un ragazzo con un'acustica. Non sento cosa sta suonando, vedo che ci da dentro, si sta impegnando.
Ho la sensazione che stia " lottando" con Eric Clapton, nelle mie orecchie, a suon di assoli chitarra.

giovedì 5 maggio 2011

Little miss sunshine

Di questi tempi capita che i sogni te li portino via.
Si lamentano che i giovani non sanno sognare, bhè io sono controcorrente, sogno tanto, tantissimo.
Sogno tanto ad occhi aperti, ad occhi chiusi, sogno mentre scrivo queste righe, sogno mentre batto il piede e tengo il tempo in metropolitana con le mie cuffiette nelle orecchie, sogno a letto con la testa appoggiata al petto del mio compagno.
Sogno in grande: rivoluzioni culturali, sperimenti di comunicazione, un maggiore senso civico, che poi è cura per la civiltà.
E sogno in piccolo: un letto fresco di bucato quando torno a casa, sogno un divano tutto mio, vicino ad una finestra, sogno un po' di continuità lavorativa e un giorno forse di avere un bambino.
Sogno un pizzico di serenità per me e per gli altri, ma pare che ai sognatori, grandi e piccoli, i desideri li strappino dalle mani.

Mi spiace aver trascurato un il mio spazio informatico, questa finestra sul mondo che mi permette di comunicare con tutti voi. Ma sono stati giorni di conti di calcoli di continuo rimuginare su spese e doveri e possibilità di farcela e giorni di tristi delusioni e di sogni quasi infranti. Quindi più di una volta mi sono avvicinata al PC ho iniziato a scrivere e poi ho cancellato tutto come si straccia una pagina che nel momento in cui si legge ci ricorda qualcosa che non possiamo sopportare. Ho davvero avuto la sensazione per qualche ora che il destino mi avesse ricacciato in un labirinto.
E io con i labirinti ho una certa dimestichezza, me lo porto addosso.

Due sono stati i grandi “labirinti” della mia vita. Il primo quando nel passaggio tra superiori e università mi sono sentita immensamente piccola. Avete la presente la sensazione che si prova pensando di stare in un giardino all’inglese in cui le siepi, che dovrebbero semplicemente disegnare percorsi, tutto ad un tratto diventano insormontabili mura, tanto da intrappolarti.                              
Il secondo quando a 27 anni mi sono vista sfuggire di mano l’opportunità di entrare in Comune al fianco del mio capo dell’epoca, per il quale avevo fino a quel momento lavorato con ardore. Un’opportunità di svolta che sfugge e una serie di muri che si parano davanti. Ho avuto in entrambi i casi momenti di grande depressione, che ho dovuto imparare a curare e soprattutto, in alcuni momenti, accettare e sopportare. Ho dovuto prendere dimestichezza con quei labirinti, che sembravano prigioni, e prendere atto del fatto che a volte non resta che constatare che ci si è persi e assecondare il percorso senza accanirsi con pugni contro un muro, che a pugni non si sposterà mai. Ho imparato a buttare la mia testa al di là dell’ostacolo. Quella scatola cinese l’ho tirata fuori dalla mia mente e ho sentito il bisogno di disegnarla sulla mia pelle. E così ora quel labirinto sta lì proprio sotto la mia nuca . Ma di tutto ciò vi racconterò meglio in un altro momento, perché penso sempre che parlare di queste cose con gli altri, può in qualche modo a chi condivide l’esperienza a sentirsi meno solo. Ci tenevo però a spiegare il perché della lontananza da queste pagine, che vi dirò mi sono mancate, mi siete mancati.
Torno indietro a martedì per farvi capire meglio, per permettervi di riprendere le fila

Martedì 2 giugno
Oggi finalmente il debutto. Siamo andati in agenzia, durante la mia pausa pranzo, a fare una proposta per poter avere la nostra casetta dei sogni. Diamo anticipo, busta paga, copia del contratto di lavoro, documenti, codice fiscale, taglia di reggiseno, nome del tuo primo cane e finalmente possiamo firmare una proposta per la proprietaria.
Metto in tasca una copia della proposta di contratto firmata, e con quella metto in “tasca il mio sogno”, ma quella tasca, maledizione, doveva essere bucata.
Torniamo in macchina io e Nicola emozionati per la sensazione di essere ad un punto di svolta, non solo per noi come coppia, ma soprattutto per noi stessi, per la nostra indipendenza, soprattutto per la mia. Non passa neanche un’ora da che Niki mi chiama dicendomi che il suo capo con un’e-mail di poche righe gli fa’ sapere che non hanno più bisogno della sua collaborazione. Ecco un muro di 20 m pararcisi davanti.
Che persone meravigliose i suoi capi, o meglio ex-capi, essendo lui a partita iva e non essendoci nessun contratto, non si sono proprio sentiti in dovere di dare un minimo di preavviso, di parlargliene di persona. Chiaro non si sentiranno lupi cattivi…lo fanno tutti!Che meravigliosa consolazione. Il problema è che sempre più la gente è talmente disperata per la mancanza di lavoro che siamo sempre più obbligati a sopportare, pur di riuscire a fare qualcosa.

Ora immagino che sia chiaro a tutti come ci si debba sentire in momenti come questi, inutile che mi attardi nelle descrizioni che fanno parte di quelle cose che, come sopra dicevo, non voglio rievocare nella mia testa. Però ho avuto la netta sensazione che qualcuno ci stesse nuovamente strappando di mano il futuro.
Da martedì a giovedì sera ci sono di mezzo: pianto, totale sconforto, senso di castrazione, ma anche le parole di Barbara, Enrica, Daniela, gli abbracci di mia mamma, il conforto di Anna, Conia, la partecipazione di Elisa, le battute di Cecilia per esorcizzare, il confronto con Nicola, il discorso lucidissimo e convincente di mia sorella e tutto questo ha molto velocemente buttato giù quei muri.
Volevo immediatamente ritirare la nostra offerta per la casa,ma …ci ho ripensato. Voglio buttarmi, non lo avrei mai fatto per il passato, ma ora sento di volerlo fare, anche se senza paracadute, fanculo. Lo voglio per me lo voglio per nicola e per me e lui insieme, penso che questo aiuti un po’ anche lui nel dargli la giusta energia per affrontare questo momento, sicuramente duro, ma forse anche necessario.Credo che avesse bisogno di una sua “rivoluzione”. E credo che contrariamente dalla prima impressione che ha avuto, assolutamente lecita tra l’altro, di dover mandare a fanculo i suoi sogni le, che questa possa proprio essere la sua occasione per ricostruirsene uno, diverso, ma che magari potrà essere finalmente gratificante.
Ricominciamo da qui, non voglio fare passi indietro, proprio ora che, nonostante la paura, sono disposta ad andare aventi.
Mercoledì conosceremo la proprietaria della casa e giovedì prossimo deciderà se darci l’ok. Questo affitto è più complesso delle selezioni per Miss Italia, ma non importa, mercoledì sfoggeremo il nostro abito della festa, come dice Alfredo, programmerò la sbianca tura ai denti e studierò il numero per intrattenere il “pubblico”, in perfetto stile Little Miss Sunshine, ricordate?...fantastico!

sabato 30 aprile 2011

È un mondo difficile!

Come é andata ieri con l'agenzia immobiliare?
Chi mi segue con affetto se lo starà sicuramente chiedendo.
Dunque, è andata esattamente come temevo...

Come previsto intorno alle 11 ho decisamente avuto qualche difficoltà a trattenere il cuore nel petto.
Ero emozionata esattamente come mi era capitato di esserlo prima delle interrogazioni di latino, degli esami di sociologia o cultura classica e, dulcis in fundo, come prima di un colloquio.
Ok, ora è chiaro a tutti quale fosse il livello di aspettativa per questo appartamento, ma addirittura il batticuore!?

Mi concedo una parentesi sentimentale, che immagino stavate proprio aspettando!
Quasi due anni fa, quando ho conosciuto Nicola, lavoravo esattamente nella zona in cui si trova la mia amata casa rosa, e mentre la sera d'estate gironzolavamo per quelle vie, ci raccontavamo di come sembrasse tutto a dimensione d'uomo e di come sarebbe stato bello vivere lì. Quindi quando ho letto di questo annuncio e ho visto le foto di quella deliziosa palazzina rosa, proprio in quello stesso quartiere, ho pensato potesse essere un segno del destino.
Ma tutto questo chiaramente alla proprietaria non interessa e ben me ne vedo dal raccontarlo al rampante agente immobiliare che gestisce il tutto, temo che non capirebbe.

Preamboli a parte ieri a mezz'ora dall'incontro temo che se non fosse stato per Barbara e Daniela, che mi hanno aiutato a connettere e a capire che era meglio ognitanto espirare, credo che mi sarei gonfiata come un palloncino e al momento giusto avrei fatto volare via la casina come nel film Up.
Che delizia sarebbe stata quella casetta rosa fluttuante su Milano grigia.
Questa mattina divago fatico proprio a concentrarmi la mia testa deve essere ancora per aria.

Alle 12.30 quando é arrivato Nicola ho raccolto gli ultimi suggerenti lucidi di chi mi stava accanto e sono uscita.
Morale della favola...la casa è esattamente come in foto e come da fuori la immaginavamo, ma (perchè un "ma" c'é sempre) la proprietaria preferisce affittare ad una sola persona.
Uhm  strana preferenza, perchè in teoria due persone che lavorano dovrebbero dare più sicurezza sulla puntualità dei pagamenti. Quindi non trovo spiegazioni molto razionali.
Non ci lasciamo perdere d'animo, sono sicura che se potessimo incontrarci riusciremmo a convincere la proprietaria. Quindi non ho mollato il colpo.
Ho richiamato l'agente immobiliare e ho cercato di renderlo minimamente partecipe del nostro interesse pratico e sentimentale per l'abitazione. E udite udite l'ho convinto a darci una possibilità!
Quindi martedì saremo ancora lì pettinati e profumati nel tentativo di farci "benvolere" dalla proprietaria, che cosa bisogna fare!
In questo caso peró ne vale la pena, anche se devo dire che il fatto che mettere le mani su un appartamento grazioso sia diventato più competitivo di un concorso di "bellezza", mi lascia un po' perplessa.
È un mondo difficile!

martedì 26 aprile 2011

Buon Natale!

 Colin Hay –Beautiful World

È finita anche Pasqua.
Qui il tempo galoppa, macina km più veloce di una locomotiva.  
Tra poco festeggeremo Natale e non sapremo neanche come ci siamo arrivati, forse anche perché il Natale è così…quando arriva...arriva!
Questa Pasqua è stata un’altalena di emozioni, restando seduti in poltrona.
A tutti gli effetti sono stati 3 giorni tranquilli, volutamente statici, e allo stesso tempo a tratti involontariamente casalinghi, ad ogni modo, volontariamente molto lontani dall’imperativo categorico di dover fare qualcosa ad ogni costo.
Uno di quei momenti in cui decidi che vuoi chiuderti in casa, in te stesso e uscire solo se davvero decidi di averne bisogno e solo con chi senti di volere vicino in quel momento.
Non se ne abbiano a male quelli che ho paccato in questi giorni.  
Ci sono momenti in cui decido che esisto solo io e se sento che le cose non stanno andando come desideravo abbandono la nave.
D'altronde tendo ad essere piuttosto accomodante e a non voler mai creare disturbi o incomprensioni, mi concedo quindi qualche momento in cui decido solo per me... chi mi ama mi segua e se qualcuno non capisce, non mi importa.
Ogni tanto ci vuole proprio.
In questi momenti Nicola mi capisce al volo e mi asseconda abbastanza, con modi gentili cerca di ritagliarsi spazio nel mio tempo... e di solito ci riesce.
Ma come preannunciavo parlando di “altalena di emozioni”, spesso te ne stai raggomitolato sul tuo divano e il mondo irrompe dalla tua finestra.
Vi ricordate the dreamers, di Bertolucci... Il film inizia dandoci un'idea molto vivida del fermento di quei giorni carichi di rivoluzione, ma quasi subito i tre protagonisti si isolano. Il racconto si sposta in casa, sui tre ragazzi, sulle dinamiche affettive, sulla loro personalissima evoluzione, finché la rivoluzione irrompe dalla finestra, come  un sasso scagliato contro il vetro.
Quello che sta succedendo fuori dalle quattro mura li costringe a risvegliarsi dai propri sogni ed incubi e li trascina fuori, materialmente per strada. 
Tutte le volte che mi ritrovo in una situazione simile, mi vengono in mente quelle immagini.
E io tra sabato e lunedì sera sono stata un po’ come quei tre ragazzi. Ok chiaro, molto meno trasgressiva e decisamente imparagonabile alla protagonista, mi limito ad una similitudine delle sensazioni provate.
Mentre raggomitolata sul divano difendevo un po’ di agognata solitudine, con accanto Nicola alla chitarra, sempre alla chitarra (leggerà ,quindi ci tengo a sottolineare che è un’annotazione assolutamente affettuosa), ecco che la “vita” rompe la mia finestra.
Già perché anche la morte è vita, o almeno è uno dei suoi molteplici snodi.

http://www.youtube.com/watch?v=bNbTC6xLVg0 - Save me - aime mann
 
Sabato pomeriggio mentre  concentravo  lo sguardo al soffitto, mi arriva il messaggio di un’amica dei miei che laconicamente mi avvisa che Vilma è passata a miglior vita.
Vilma è un’amica di  mia mamma, prima una cliente, poi con il tempo un’amica.
Non voglio certo raccontarvi nel dettaglio il suo calvario, perché è suo e perché è stato un lungo e sofferto addio a sua figlia, alla sua nipotina di un anno e alla piccola che ha visto nascere qualche mese fa.
Però la sua storia è quella di una donna forte, certo non l’unica, ma credo due parole, in queste pagine spesso vuote,  valga la pena spenderle anche solo per ricordarla un istante.

Quello che più mi rimane impresso... è la forza malgrado la paura.
Dapprima la paura di non capire cosa stia succedendo, cosa faccia  perdere peso e sonno.
Poi dopo una serie di lunghi esami, il timore nel realizzare che forse bisognava che ci si attivasse molto prima.
La forza nell’affrontare le prime cure, la gioia di scoprirsi nonna la prima volta e la tenacia e la forza, ancora una volta, nel far finta di niente, per riuscire a gioire di quel che veniva.
La paura dell’operazione, e il terrore nell’ intuire, con il passare del tempo, che le cose non stavano andando come sperato.
La gioia di riscoprire vicino l'ex marito,   che nel momento in cui ha capito di rischiare davvero di perderla, ha deciso di voler lottare con lei, di essere pronto a tenerle la fronte, di non essere disposto a lasciarla andare.
Un anno e mezzo, un calvario, una via crucis, “ironico” paradosso morire il giorno di pasqua.

Ho riflettuto se chiudere qui il post, oppure aggiungere qualcosa. 
Sebbene qualsiasi parola possa sembrare dissacrante... è pur vero che la vita continua.

E così ho fatto anche sabato.
Ho scrollato dalla testa un po’ di pensieri e ci siamo inventati un dolce per la sera.
Domenica nonostante l’umore stralunato, anche per gli aggiornamenti non rassicuranti sulla salute del mio carissimo zio, ho lasciato nuovamente entrare “il mondo dalla finestra”, ho accettato l’invito di Ricky ad andare a ballare. 

Delle volte devi materialmente muoverti, saltare e sudare un po’ per recuperare energie.
E poi comunque domani è già mercoledì, la settimana corta è un toccasana sempre che io riesca ad arrivare lucida a giovedì.
Già perché nel caso ve lo foste dimenticati…giovedì ore 13.00 andrò a vedere la mia casa dei “sogni” e temo che alle 11.00 avrò un tracollo da ansia da prestazione.
Non mi chiedete come mai, ma vivo questa visita all’appartamento, un po’ come un provino…chissà se sceglieranno noi!?
Non ci resta che stare a vedere!







venerdì 22 aprile 2011

discoteca labirinto

Ho messo gli occhiali più scuri che avevo questa mattina, quindi per me è buio pesto.
Ho  alzato al massimo la musica nelle orecchie per isolarmi bene (Placebo- Song to say goodbye)…praticamente sono in discoteca in metropolitana, solo io però.
Della gente intorno sembra che nessuno voglia partecipare a questo mio mood "discoteca labirinto", comprensibilissimo.
Davanti a me il Virtuoso della traduzione di greco.
Non è la prima volta che lo incrocio, ha un sistema praticamente scientifico per  riuscire, in bilico in mezzo alla calca del vagone, a tirare fuori dizionario e quaderno e con la matita riportare in caratteri lillipuziani pezzi di traduzione qua e là.
Un vero virtuoso!
Non solo non studia, ma si riduce anche all'ultimo momento anche con i sistemi di autodifesa per la copiatura, spiattellato in metropolitana, nel tentativo di passare indenne anche questo compito in classe.
Di certo aveva cose ben più importanti i giorni prima, tra i vari impegni mondani sicuramente la versione era tra le ultimissime posizioni della lista. Più giorni passavano, più lo studio finiva in basso nella lista delle cose da fare, non si può certo fargliene una colpa!
Comunque, l'equilibrio che riesce a tenere e il fatto che riesca a scrivere aggrovigliato in quella posizione è assolutamente ammirevole.
Io nel frattempo oggi non mi accontento della prima canzone che passa sul mio lettore, mando avanti e passo i brani freneticamente nel tentativo di trovare il pezzo giusto, abbastanza ritmato da conservare la continuità stato d'animo.
Temo che arrivata alla mia fermata sarò provata proprio come all’uscita di una discoteca, ma devo ammetterlo ero più o meno cotta nello stesso modo prima ancora di entrarci. Che coma!
Ho assolutamente bisogno di questi 3 giorni di stacco per cercare di riprendermi, rimettere insieme i pezzi e riorganizzare un po’ me stessi, i miei bisogni e i miei doveri.
Nel fine settimana una bella to do list non me la leva nessuno!

mercoledì 20 aprile 2011

And the winner is...

Grandi novità al 10 piano!
Da noi non si dorme mai, è un continuo susseguirsi di cambiamenti e novità.
Tra un saluto ad un collega e la preparazione di un regalo e biglietto per un altro, non c' è certo modo di annoiarsi, i cambiamenti sono dietro l'angolo.
Poco prima della pausa pranzo, proprio dopo aver ricevuto l'ennesima e-mail di scherno per aver inserito nell'ultima e-mail di raccolta " fondi regalo" anche la diretta interessata, ecco che Anna, il mio capo, entra e mi chiede di far girare la voce.
Siamo tutti convocati nell'ufficio del capo di divisione per una comunicazione.

Quei cinque minuti in cui ci si organizza e si passa parola, sono febbricitanti.
A dire il vero il " Toto scommesse" inizia già il giorno prima.
C'è sempre il momento in cui, la collega più vicina alla stanza dei bottoni ti chiama generando un po' di scompiglio, dicendoti che c'è uno strano via vai lì
Già ieri pomeriggio da me si era creato un po' di movimento, gli uffici,in momenti come questi, si riempiono di interrogativi e paure.

Oggi prima di pranzo, ecco svelato uno degli ultimi arcani...cambio di Direttore Editoriale!
Venghino signori venghino, altro giro altro regalo.

Dunque, a me questa news non dispiace per niente. Ok io sono l'ultima arrivata e sicuramente di questi avvicendamenti aziendali non capisco un gran chè, ma il fatto che subentri una persona"nuova" con nuova energia ed un nuovo punto di vista... Non mi dispiace per niente.
Nel pomeriggio il nuovo direttore è venuto a farci visita e ha consolidato la mia sensazione.
Prima di tutto ha dei modi molto più diretti, ed è alla mano, secondo, pur sapendo di essere alle prese con una "mission impossible," è entusiasta e pronto a rivoluzionare, dove necessario, ormai vecchi passaggi burocratici infiniti. Se così fosse, saremmo davvero a cavallo... lo scopriremo solo vivendo.

Rientrando a casa ho fatto una bella chiacchierata con Elisa, le ho raccontato un po' di evoluzioni e stalli personali e lei mi ha aggiornato sulle nuove pieghe impreviste che la sua vita sta prendendo. Sono molto contenta per lei, le rivoluzioni personali non possono tralasciare un po' di sofferenza, ma fanno di noi "soldati"... nel modo giusto!

martedì 19 aprile 2011

Milano tribuna elettorale di carta

Buongiorno mondo…Qui Milano che parla.
Abbiamo l'impressione, la triste impressione,  che la città stia prendendo le sembianze di una tribuna elettorale. My-day!
I tragitti di collegamento di superficie tra una linea metropolitana ed un’altra diventano veri e propri corridoi degli “orrori”, cumuli di carta uno sull'altro.
Faccioni incollati, strappati, quindi ri-appiccicati, trasformati con poche semplici mosse di pennarello, in novelle espressioni artistiche, spesso non propriamente eleganti, quindi ri-strappati e nuovamente incollati. Ma che divertimento!
Io me li vedo quelli che li attaccano, non parlo di coloro che per lavoro li affiggono in spazi deputati.
-Immaginate il trauma di trovarsi faccia a faccia, invece che con le natiche di Belen , con faccioni istituzionali e ritoccatissimi! -
A catturare la mia fantasia sono quelle bande di ragazzotti, fervidi credenti, che la notte ingaggiano vere e proprie lotte, in nome dell'attacchinaggio selvaggio.
Provate ad immaginarli come in “West side story”, io non riesco a farne a meno, mi diverte troppo l'idea, preferisco immaginarli così che accaniti mercenari.
Nel mio "film mentale" li vedo chiaramente aggirarsi per Milano con movimenti di danza proprio come in west siderale story, ve lo ricordate!?
Da una parte i sud americani con le loro tenute di pelle, che prevedono pantaloni aderentissimi e camice dai colori rigorosamente primari. Dall'altra parte gli yankee, uno stile meno sgargiante ma allo stesso modo retró e divertenti.
Tra un poster e l'altro li immagino ingaggiare una lotta a passi di danza, unici colpi bassi concessi.
Fermi in schieramento frontale, leggermente piegati sulle ginocchia mentre fanno ciondolare il braccio destro e cadenzano passi minacciosi con lo schiocco delle dita li vedo pronti a sfidarsi per la supremazia su corso Venezia, ambitissima posta.
Sarebbe divertente e forse il risultato sarebbe un po' meno indecente di quello che si mostra alla mattina sui muri della città.
Invece da quello che vedo, ieri notte non deve essere andata esattamente come figurato nelle mie fantasie. Peccato!
Attraversando la città non posso non pensare che se avessero investito, la metà dei soldi buttati via in questa guerriglia  elettorale, in campagne di informazione, prevenzione e civilizzazione, forse questa mattina Milano sarebbe stata migliore!

lunedì 18 aprile 2011

About me

Le dinamiche familiari sono complicatissimi origami. Meravigliose, delicate e complicatissime costruzioni di carta.
Seguirne il divenire non vuol dire sapere esattamente quale sarà il risultato della metamorfosi.
Solo al termine di una lunga sequenza di pieghe e ritagli si incomincia ad avere un'idea più precisa, solo da lontano con un po' più di distacco, se ne intuisce l'insieme.
La mia famiglia più che un origami è un castello di carte, leggere, molto leggere.
Mesi per studiare la mossa più giusta e poi c' è sempre qualcuno che fa muovere il tavolo e fa cadere un piano.
E con quel piano, spesso, me ne frano anche io.
Vengo giù per qualche secondo in una cascata di carte, per reazione a catena. E per qualche secondo sotto quella montagna di carte mi sento Alice, devo aver mangiato il biscotto sbagliato ed essermi troppo rimpicciolita.
In questi casi, nei casi come questa sera, me ne sto ferma qualche secondo a piangere come Alice nel suo abito troppo grosso, davanti ad una porta che mi sembra impossibile da aprire.
La mia " Porta" ognitanto si apre e lascia comparire uno spiraglio che peró spesso dura solo qualche secondo.
Il nostro è uno dei più classici degli esempi di " malessere" di questo secolo, da manuale direi. La classica famiglia di umili origini, che negli anni 80 grazie al boom economico e il fatto di aver ben avviato, non senza fatica, due attività ha goduto di "grandi fasti". Si stava decisamente bene, la più classica delle famiglie piccolo borghesi.
Lunghe vacanze al mare, un bell'abito nuovo per le feste e il regalo a fine anno se avevamo concluso bene gli studi. Tutto questo per 15 anni, non senza grande dedizione al lavoro e soprattutto la capacità di mia mamma di tenere le fila, facendo sempre bene attenzione a quello che si poteva o non poteva fare.
Era prevedibile che per mia mamma, che porta con sè la tradizione contadina dei suoi genitori, fosse più facile intuire che i venti cominciavano a cambiare e bisognava quindi modificar la rotta. Ma non è solo quello.
Credo anche che volente o nolente gli uomini vengono da Marte e le donne vengono da Venere, siamo due pianeti molto diversi.
Quello che sto per dire non mi farà avere molto successo con i lettori uomini, mi scuso, ma questa è la mia esperienza, ed è la sensazione che ho avuto crescendo.
Penso che il fatto stesso che le donne condividano il proprio ventre con un'altra vita, fa' in modo che sviluppino più facilmente l'istinto di difesa e di condivisione nei confronti dei propri "cuccioli".
Mio padre questo istinto non l'ha avuto.
Le cose si complicavano, per la crisi economica, le difficoltà lavorative, e lui invece che cercare un modo per affrontare la situazione e cercare di risolverla, si è trovato un modo per dimenticarsi i problemi e sopravvivere alla quotidianità.
Un totale tentativo di evasione, mentre i problemi, le emergenze sul ponte di comando diventavano sempre più consistenti, tanto da far rischiare un naufragio a tutti e 4.
Mi sono chiesta più volte se era il caso o meno che raccontassi di lui, non so sia giusto o meno. Sono sicura peró che nel raccontare un po' di me e delle mie giornate sarebbe stato ipocrita glissare sulla persona che forse più di chiunque altro mi ha fatto soffrire, senza volerlo concretamente, ( involontarietà che comunque non perdono), ma che ha fatto in modo che io diventassi, nel bene o nel male la persona che sono.


Scrivo da una quarantina di minuti raggomitolata nella stessa posizione sento il bisogno di smuovere un po' le ossa per riprendere completa sensibilità, Teo, il mio gatto non è molto d'accordo. Anzi direi che è piuttosto infastidito dal mio smuovermi... È anche vero che Teo è sempre infastidito. Ha un fare da vero Snob.
Ha un caratteraccio, in primis è decisamente vendicativo, infatti mi sta già guardando lasciandomi intuire molta poca tolleranza nei confronti dei miei movimenti.


Incomincio a perdere qualche colpo, peró rispetto a due settimane fa mi sento molto meno stanca, anche nonostante la serata intensa.
Lo ripeto a voi anche per convincere me stessa, un po' di autogratificazione ci vuole sempre. La più classica auto pacca sulla spalla!
Sul lavoro le cose sono sempre più "fluide".
Incomincio a capire bene le differenze tra ciano, digital, check-disck, in slang da redazione, la nostra, Cedis ecc ecc. Finalmente capisco a chi va a cosa e a che punto della " catena di montaggio". Prendo dimestichezza con i Super uomini della produzione 6 in un solo ufficio tutti soli, potete immaginare cosa ne venga fuori.


In più dalla mia ho tutte le aspettative nei confronti della casina rosa.! oggi Nicola è andato in avanscoperta per vedere come è la zona, mi ha chiamato da lì decisamente entusiasta.
Ormai non vediamo l'ora di poterla vedere , speriamo domani si faccia sentire Diego, il ragazzo dell'agenzia.
Se passate di qui e voleste unirvi agli scongiuri... Chissà che un pò di energia positiva, non porti fortuna!

venerdì 15 aprile 2011

Marti...Marti!

Incomincio a prendere dimestichezza con il nuovo lavoro. Riesco a respirare un pochino, ma soprattutto incomincio a sentirmi un po' più tranquilla, perchè incomincio a capire quello che sto facendo. Molto bene , la tattica del no panic funziona sempre.
Oggi in un attimo di pausa sono anche riuscita a condividere la presa visione su internet del video della casetta dei sogni. Daniela, Barbara, Monia e Valeria intorno a me erano assolutamente entusiaste. È un bel feed back il loro, una specie di corridor test ( test del corridoio).
Prima che il video finisse Monia aveva già il telefono in mano " chiama!", nel caso mi avessero fissato un incontro era pronta ad accompagnarmi.
Qui ci vuole una piccola parentesi.
Credo davvero che la cosa più piacevole del lavorare qui sia la sensazione di far parte di una squadra, di una squadra pronta a gioire e piangere condividendo i propri "personali". È così anche per voi? Perché per me dove ho lavorato in passato non era esattamente così, eccezion fatta per Raffaella.
Ne parlavamo non molto tempo fa con Barbara, la compagna di scrivania, spesso entrare qui vuol dire mettere da parte il cattivo umore, condividere un'emozione : la notizia di una gravidanza, l'acquisto di casa, una perdita o un nuovo lavoro.
Così oggi intorno a quel pc, con tutte che mi dicevano " chiama, chiama" e si emozionavano con me, sono stata ancora una volta felice di fare parte di questo gruppo di persone.
Parentesi chiusa , ho chiamato... Settimana prossima durante la pausa pranzo vado!

Generazione equilibristi

Questa settimana sono stata piuttosto indisciplinata, lo ammetto.
Avrei voluto scrivere molto più di quanto io non abbia fatto.
Ad assorbirmi completamente: il lavoro, il solito caos cosmico familiare e la voglia di fuga, o meglio di indipendenza.
Il tempo passa e io alterno momenti di estrema razionalità in cui penso che tanto vale aspettare di sapere come andranno a novembre le cose, ad altri in cui decido di lasciarmi andare, per una volta, e decidere quindi di andarsene comunque di casa.
Sono stufa di fare liste dei pro e i contro, anche  perchè questo  sistema fino ad oggi non mi ha dato grandi soddisfazioni o sicurezze.
Allora forse per una volta forse varrebbe la pena giocare d'istinto e vedere cosa ne viene fuori.
Così è da mercoledì che frugo su internet alla ricerca di qualcosa di adatto a me e Nicola  e le nostre tasche vuote. Mi rifaccio gli occhi tra le foto dei più disparati appartamenti in affitto. Calibro con cura costo del canone, spese condominiali e valuto ipotetici costi di luce e gas, in modo che il tutto non superi il budget . Per il resto non ricerchiamo grandi requisiti: max 700€, bilocale e in qualsiasi parte di Milano purché servite dalla metropolitana, per il resto... Vale tutto!
Ieri mentre ricercavo con attenzione, incappo in un annuncio interessante , guardo le foto e me ne innamoro.
Un nido, un graziosissimo nido rosa, invece che sui rami, sull'acqua. Già, perché l'appartamento è un  piccolo loft, tutto rosa al suo esterno, che affaccia sulla Martesana, con un' enorme finestra che  tiene quasi tutta la parete della sala.
I 3 parametri fondamentali tornano, in più è veramente delizioso, strutturato in maniera funzionale pur essendo un open space. Con un bellissimo bagno dal pavimento a scacchi bianchi e neri e una vasca francese  con dei " piedini"'a conchiglia a sorreggerla. Fantastico!
Vorrei proprio andarlo a vedere,ma Nicola domani non può, credo che comunque chiamerò il proprietario.
Basta sento il bisogno di tentare.
Un mese e passa fa quando a Linda, una carissima collega redattrice, non hanno rinnovato il contratto e ci ha riferito di essere incinta, sono rimasta decisamente perplessa.
Non so cosa avrei fatto al suo posto, ora a distanza di un mese, sono sicura che Linduccia abbia fatto la cosa giusta. Siamo la generazione degli equilibristi. Requisiti fondamentali per procedere: flessibilità, capacità di cavarsela sempre e comunque e la totale mancanza di paura davanti all'instabilità psicologica, lavorativa economica e chi ne ha più ne metta. Siamo sulla buona strada con il percorso evolutivo, la mia generazione è ormai quasi del tutto rassegnata ad ogni tipo di rassicurante stabilità.  Siamo la generazione che, come direbbe De Gregori " cammina sui pezzi di vetro".   Vale  davvero la pena andare avanti a vivere comunque senza tirarsi  indietro, senza troppe elucubrazioni che ci potrebbero rivelare un finale alla " Aspettando Godot", che come da  copione non arriverà mai Nell'attesa, nell'indecisione tanto vale buttarsi e vivere! 
Nel frattempo al lavoro è arrivato l'ultimo giorno anche per Enrica, mitica caporedattrice dei femminili, che dopo 12 anni si sposta in tutt'altra sezione. Per fortuna da noi riusciamo a trasformare quasi sempre un momento di "addio" in un'occasione goliardica. Si fa sempre più fatica ma ci riusciamo. Intanto gli spazi in ufficio si fanno sempre più ampi e a pranzo siamo sempre meno stretti.

mercoledì 13 aprile 2011

I cieli d'Irlanda


Questa mattina é tornato il freddo. Deve essere una danza quella del clima di questi giorni.
Due salti in avanti verso il caldo estivo, con sole cocente, una serie di piroette, che generano venti forti, da ritorno autunnale, ed in fine acqua qua e là e poi nuovamente sole.
Il mio armadio in tutto questo sta diventando un gran caos e io con lui.
Rinuncio ad accoppiate classiche super collaudate, per strani mix, a volte improbabili, che danno spazio alle esigenze. Tipo: abbigliamento  estivo primaverile sopra, autunno sotto, ma senza calze e con nella borsa cappello sciarpa e se ci sta Kwei.
Il risultato è una mise che accontenta un po' tutti e nessuno, ce ne faremo una ragione e attenderemo con ansia il cambio stagione definitivo.
Per fortuna sembra io non sia l'unica ad avere problemi. Intorno a me si spazia da chi sembra stia andando poco più che in piscina a chi è pronto per Cortina...quando si dice punti di vista differenti!
Comunque oggi è già mercoledì, e io non so neanche come sono arrivata fin qui. Probabilmente il fatto di aver dovuto lavorare a ritmi serratissimi deve avermi fatto perdere il controllo sulla situazione. Peró arrivati a mercoledì me ne sono accorta...qualcuno si é fregato una settimana e due giorni, chi è stato? Ok ragazzi il gioco è bello finchè dura poco, se doveste trovarla mi farebbe davvero comodo.
Riemergo dalla metropolitana, sulla quale oggi non era solo quasi impossibile scrivere, ma addirittura respirare. Sono arrivata, non sembrava possibile, anche perché come nei più classici dei casi marginiamo quando la metro è stracolma, alla guida c'è sempre l'autista assonnato che guida a scatti e grande traffico sui binari, che obbligano la vettura a rimanere 4 o 4 minuti ferma al caldo e al buio, che meraviglia. Finalmente, come dicevo, riaffioro. Sono passati solo 30 min e il cielo sfodera un azzurro decisamente più limpido, quasi irlandese.
Oh va molto meglio, buona giornata !




martedì 12 aprile 2011

romantica visione

Strano Milano tace questa mattina.
O meglio, non è che taccia proprio ma per essere il primo giorno della cinquantesima edizione del salone del mobile... È tutto ancora stranamente tranquillo.
Chi abita a Milano sa bene che di solito in questo periodo, per sette giorni, bisogna ricalcolare tempistiche di spostamento e tutto il resto, perchè la città "subisce" una festante invasione multilingue e multiculturale. Certo dopo 3/4 giorni di caos estremo, anche io incomincio a sopportare a fatica metropolitane stracolme e fiumane di gente per la strada. Peró a questo festoso brulichio non rinunceró mai, e per me, come per migliaia di persone incomincia con martedì l'aspettativa dell'evento.
O meglio di tutto ció che intorno all'evento ruota, primo tra tutti l'anticonvenzionale "carnevale" del Fuori salone.  Questa parentesi è per i forestieri, chi  abita a Milano temo che possa annoiarsi conoscendo già tutto, ma per dovere di cronaca  di chi abita altrove...
Il fuori salone è un circo di esposizioni, eventi e momenti ricreativi che sfondano le porte della fiera, in cui si tiene l' ufficialissimo Salone del Mobile, per invadere la città.'
Design e arredamento escono dalle  sale e le cucine, per avere nuova vita in luoghi e modi decisamente meno " deputati".
Se doveste passare per Milano questa settimana, vi accorgerete che la città è disseminata di mille stimoli visivi, uditivi, in qualche caso tattili, decisamente differenti.
Ok questa è la visione decisamente poetica di tutto ció.  Rovescio della medaglia, l'assolutamente non trascurabile aspetto commerciale e caotico dell'evento, ma preferisco far finta di non vedere e non intaccare l’immagine romantica dell’evento…concedetemelo, ogni tanto ci vuole!