Come é andata ieri con l'agenzia immobiliare?
Chi mi segue con affetto se lo starà sicuramente chiedendo.
Dunque, è andata esattamente come temevo...
Come previsto intorno alle 11 ho decisamente avuto qualche difficoltà a trattenere il cuore nel petto.
Ero emozionata esattamente come mi era capitato di esserlo prima delle interrogazioni di latino, degli esami di sociologia o cultura classica e, dulcis in fundo, come prima di un colloquio.
Ok, ora è chiaro a tutti quale fosse il livello di aspettativa per questo appartamento, ma addirittura il batticuore!?
Mi concedo una parentesi sentimentale, che immagino stavate proprio aspettando!
Quasi due anni fa, quando ho conosciuto Nicola, lavoravo esattamente nella zona in cui si trova la mia amata casa rosa, e mentre la sera d'estate gironzolavamo per quelle vie, ci raccontavamo di come sembrasse tutto a dimensione d'uomo e di come sarebbe stato bello vivere lì. Quindi quando ho letto di questo annuncio e ho visto le foto di quella deliziosa palazzina rosa, proprio in quello stesso quartiere, ho pensato potesse essere un segno del destino.
Ma tutto questo chiaramente alla proprietaria non interessa e ben me ne vedo dal raccontarlo al rampante agente immobiliare che gestisce il tutto, temo che non capirebbe.
Preamboli a parte ieri a mezz'ora dall'incontro temo che se non fosse stato per Barbara e Daniela, che mi hanno aiutato a connettere e a capire che era meglio ognitanto espirare, credo che mi sarei gonfiata come un palloncino e al momento giusto avrei fatto volare via la casina come nel film Up.
Che delizia sarebbe stata quella casetta rosa fluttuante su Milano grigia.
Questa mattina divago fatico proprio a concentrarmi la mia testa deve essere ancora per aria.
Alle 12.30 quando é arrivato Nicola ho raccolto gli ultimi suggerenti lucidi di chi mi stava accanto e sono uscita.
Morale della favola...la casa è esattamente come in foto e come da fuori la immaginavamo, ma (perchè un "ma" c'é sempre) la proprietaria preferisce affittare ad una sola persona.
Uhm strana preferenza, perchè in teoria due persone che lavorano dovrebbero dare più sicurezza sulla puntualità dei pagamenti. Quindi non trovo spiegazioni molto razionali.
Non ci lasciamo perdere d'animo, sono sicura che se potessimo incontrarci riusciremmo a convincere la proprietaria. Quindi non ho mollato il colpo.
Ho richiamato l'agente immobiliare e ho cercato di renderlo minimamente partecipe del nostro interesse pratico e sentimentale per l'abitazione. E udite udite l'ho convinto a darci una possibilità!
Quindi martedì saremo ancora lì pettinati e profumati nel tentativo di farci "benvolere" dalla proprietaria, che cosa bisogna fare!
In questo caso peró ne vale la pena, anche se devo dire che il fatto che mettere le mani su un appartamento grazioso sia diventato più competitivo di un concorso di "bellezza", mi lascia un po' perplessa.
È un mondo difficile!
9 mesi. Realmente 9 mesi di tempo per capire quale verso prenderà la mia vita. con voi in attesa di scoprirlo fotografo il momento partendo da qui! ASPETTANDO ...BERLINO?!
sabato 30 aprile 2011
martedì 26 aprile 2011
Buon Natale!
Colin Hay –Beautiful World
È finita anche Pasqua.
Qui il tempo galoppa, macina km più veloce di una locomotiva.
Tra poco festeggeremo Natale e non sapremo neanche come ci siamo arrivati, forse anche perché il Natale è così…quando arriva...arriva!
Questa Pasqua è stata un’altalena di emozioni, restando seduti in poltrona.
A tutti gli effetti sono stati 3 giorni tranquilli, volutamente statici, e allo stesso tempo a tratti involontariamente casalinghi, ad ogni modo, volontariamente molto lontani dall’imperativo categorico di dover fare qualcosa ad ogni costo.
Uno di quei momenti in cui decidi che vuoi chiuderti in casa, in te stesso e uscire solo se davvero decidi di averne bisogno e solo con chi senti di volere vicino in quel momento.
Non se ne abbiano a male quelli che ho paccato in questi giorni.
Ci sono momenti in cui decido che esisto solo io e se sento che le cose non stanno andando come desideravo abbandono la nave.
D'altronde tendo ad essere piuttosto accomodante e a non voler mai creare disturbi o incomprensioni, mi concedo quindi qualche momento in cui decido solo per me... chi mi ama mi segua e se qualcuno non capisce, non mi importa.
Ogni tanto ci vuole proprio.
In questi momenti Nicola mi capisce al volo e mi asseconda abbastanza, con modi gentili cerca di ritagliarsi spazio nel mio tempo... e di solito ci riesce.
Ma come preannunciavo parlando di “altalena di emozioni”, spesso te ne stai raggomitolato sul tuo divano e il mondo irrompe dalla tua finestra.
Vi ricordate the dreamers, di Bertolucci... Il film inizia dandoci un'idea molto vivida del fermento di quei giorni carichi di rivoluzione, ma quasi subito i tre protagonisti si isolano. Il racconto si sposta in casa, sui tre ragazzi, sulle dinamiche affettive, sulla loro personalissima evoluzione, finché la rivoluzione irrompe dalla finestra, come un sasso scagliato contro il vetro.
Vi ricordate the dreamers, di Bertolucci... Il film inizia dandoci un'idea molto vivida del fermento di quei giorni carichi di rivoluzione, ma quasi subito i tre protagonisti si isolano. Il racconto si sposta in casa, sui tre ragazzi, sulle dinamiche affettive, sulla loro personalissima evoluzione, finché la rivoluzione irrompe dalla finestra, come un sasso scagliato contro il vetro.
Quello che sta succedendo fuori dalle quattro mura li costringe a risvegliarsi dai propri sogni ed incubi e li trascina fuori, materialmente per strada.
Tutte le volte che mi ritrovo in una situazione simile, mi vengono in mente quelle immagini.
E io tra sabato e lunedì sera sono stata un po’ come quei tre ragazzi. Ok chiaro, molto meno trasgressiva e decisamente imparagonabile alla protagonista, mi limito ad una similitudine delle sensazioni provate.
Mentre raggomitolata sul divano difendevo un po’ di agognata solitudine, con accanto Nicola alla chitarra, sempre alla chitarra (leggerà ,quindi ci tengo a sottolineare che è un’annotazione assolutamente affettuosa), ecco che la “vita” rompe la mia finestra.
Già perché anche la morte è vita, o almeno è uno dei suoi molteplici snodi.
http://www.youtube.com/watch?v=bNbTC6xLVg0 - Save me - aime mann
Sabato pomeriggio mentre concentravo lo sguardo al soffitto, mi arriva il messaggio di un’amica dei miei che laconicamente mi avvisa che Vilma è passata a miglior vita.
Vilma è un’amica di mia mamma, prima una cliente, poi con il tempo un’amica.
Non voglio certo raccontarvi nel dettaglio il suo calvario, perché è suo e perché è stato un lungo e sofferto addio a sua figlia, alla sua nipotina di un anno e alla piccola che ha visto nascere qualche mese fa.
Però la sua storia è quella di una donna forte, certo non l’unica, ma credo due parole, in queste pagine spesso vuote, valga la pena spenderle anche solo per ricordarla un istante.
Quello che più mi rimane impresso... è la forza malgrado la paura.
Dapprima la paura di non capire cosa stia succedendo, cosa faccia perdere peso e sonno.
Poi dopo una serie di lunghi esami, il timore nel realizzare che forse bisognava che ci si attivasse molto prima.
La forza nell’affrontare le prime cure, la gioia di scoprirsi nonna la prima volta e la tenacia e la forza, ancora una volta, nel far finta di niente, per riuscire a gioire di quel che veniva.
La paura dell’operazione, e il terrore nell’ intuire, con il passare del tempo, che le cose non stavano andando come sperato.
La gioia di riscoprire vicino l'ex marito, che nel momento in cui ha capito di rischiare davvero di perderla, ha deciso di voler lottare con lei, di essere pronto a tenerle la fronte, di non essere disposto a lasciarla andare.
Un anno e mezzo, un calvario, una via crucis, “ironico” paradosso morire il giorno di pasqua.
Ho riflettuto se chiudere qui il post, oppure aggiungere qualcosa.
Sebbene qualsiasi parola possa sembrare dissacrante... è pur vero che la vita continua.
E così ho fatto anche sabato.
Ho scrollato dalla testa un po’ di pensieri e ci siamo inventati un dolce per la sera.
Domenica nonostante l’umore stralunato, anche per gli aggiornamenti non rassicuranti sulla salute del mio carissimo zio, ho lasciato nuovamente entrare “il mondo dalla finestra”, ho accettato l’invito di Ricky ad andare a ballare.
Delle volte devi materialmente muoverti, saltare e sudare un po’ per recuperare energie.
E poi comunque domani è già mercoledì, la settimana corta è un toccasana sempre che io riesca ad arrivare lucida a giovedì.
Già perché nel caso ve lo foste dimenticati…giovedì ore 13.00 andrò a vedere la mia casa dei “sogni” e temo che alle 11.00 avrò un tracollo da ansia da prestazione.
Non mi chiedete come mai, ma vivo questa visita all’appartamento, un po’ come un provino…chissà se sceglieranno noi!?
Non ci resta che stare a vedere!
venerdì 22 aprile 2011
discoteca labirinto
Ho messo gli occhiali più scuri che avevo questa mattina, quindi per me è buio pesto.
Ho alzato al massimo la musica nelle orecchie per isolarmi bene (Placebo- Song to say goodbye)…praticamente sono in discoteca in metropolitana, solo io però.
Della gente intorno sembra che nessuno voglia partecipare a questo mio mood "discoteca labirinto", comprensibilissimo.
Davanti a me il Virtuoso della traduzione di greco.
Non è la prima volta che lo incrocio, ha un sistema praticamente scientifico per riuscire, in bilico in mezzo alla calca del vagone, a tirare fuori dizionario e quaderno e con la matita riportare in caratteri lillipuziani pezzi di traduzione qua e là.
Un vero virtuoso!
Non solo non studia, ma si riduce anche all'ultimo momento anche con i sistemi di autodifesa per la copiatura, spiattellato in metropolitana, nel tentativo di passare indenne anche questo compito in classe.
Di certo aveva cose ben più importanti i giorni prima, tra i vari impegni mondani sicuramente la versione era tra le ultimissime posizioni della lista. Più giorni passavano, più lo studio finiva in basso nella lista delle cose da fare, non si può certo fargliene una colpa!
Comunque, l'equilibrio che riesce a tenere e il fatto che riesca a scrivere aggrovigliato in quella posizione è assolutamente ammirevole.
Io nel frattempo oggi non mi accontento della prima canzone che passa sul mio lettore, mando avanti e passo i brani freneticamente nel tentativo di trovare il pezzo giusto, abbastanza ritmato da conservare la continuità stato d'animo.
Temo che arrivata alla mia fermata sarò provata proprio come all’uscita di una discoteca, ma devo ammetterlo ero più o meno cotta nello stesso modo prima ancora di entrarci. Che coma!
Ho assolutamente bisogno di questi 3 giorni di stacco per cercare di riprendermi, rimettere insieme i pezzi e riorganizzare un po’ me stessi, i miei bisogni e i miei doveri.
Nel fine settimana una bella to do list non me la leva nessuno!
mercoledì 20 aprile 2011
And the winner is...
Grandi novità al 10 piano!
Da noi non si dorme mai, è un continuo susseguirsi di cambiamenti e novità.
Tra un saluto ad un collega e la preparazione di un regalo e biglietto per un altro, non c' è certo modo di annoiarsi, i cambiamenti sono dietro l'angolo.
Poco prima della pausa pranzo, proprio dopo aver ricevuto l'ennesima e-mail di scherno per aver inserito nell'ultima e-mail di raccolta " fondi regalo" anche la diretta interessata, ecco che Anna, il mio capo, entra e mi chiede di far girare la voce.
Siamo tutti convocati nell'ufficio del capo di divisione per una comunicazione.
Quei cinque minuti in cui ci si organizza e si passa parola, sono febbricitanti.
A dire il vero il " Toto scommesse" inizia già il giorno prima.
C'è sempre il momento in cui, la collega più vicina alla stanza dei bottoni ti chiama generando un po' di scompiglio, dicendoti che c'è uno strano via vai lì
Già ieri pomeriggio da me si era creato un po' di movimento, gli uffici,in momenti come questi, si riempiono di interrogativi e paure.
Oggi prima di pranzo, ecco svelato uno degli ultimi arcani...cambio di Direttore Editoriale!
Venghino signori venghino, altro giro altro regalo.
Dunque, a me questa news non dispiace per niente. Ok io sono l'ultima arrivata e sicuramente di questi avvicendamenti aziendali non capisco un gran chè, ma il fatto che subentri una persona"nuova" con nuova energia ed un nuovo punto di vista... Non mi dispiace per niente.
Nel pomeriggio il nuovo direttore è venuto a farci visita e ha consolidato la mia sensazione.
Prima di tutto ha dei modi molto più diretti, ed è alla mano, secondo, pur sapendo di essere alle prese con una "mission impossible," è entusiasta e pronto a rivoluzionare, dove necessario, ormai vecchi passaggi burocratici infiniti. Se così fosse, saremmo davvero a cavallo... lo scopriremo solo vivendo.
Rientrando a casa ho fatto una bella chiacchierata con Elisa, le ho raccontato un po' di evoluzioni e stalli personali e lei mi ha aggiornato sulle nuove pieghe impreviste che la sua vita sta prendendo. Sono molto contenta per lei, le rivoluzioni personali non possono tralasciare un po' di sofferenza, ma fanno di noi "soldati"... nel modo giusto!
Da noi non si dorme mai, è un continuo susseguirsi di cambiamenti e novità.
Tra un saluto ad un collega e la preparazione di un regalo e biglietto per un altro, non c' è certo modo di annoiarsi, i cambiamenti sono dietro l'angolo.
Poco prima della pausa pranzo, proprio dopo aver ricevuto l'ennesima e-mail di scherno per aver inserito nell'ultima e-mail di raccolta " fondi regalo" anche la diretta interessata, ecco che Anna, il mio capo, entra e mi chiede di far girare la voce.
Siamo tutti convocati nell'ufficio del capo di divisione per una comunicazione.
Quei cinque minuti in cui ci si organizza e si passa parola, sono febbricitanti.
A dire il vero il " Toto scommesse" inizia già il giorno prima.
C'è sempre il momento in cui, la collega più vicina alla stanza dei bottoni ti chiama generando un po' di scompiglio, dicendoti che c'è uno strano via vai lì
Già ieri pomeriggio da me si era creato un po' di movimento, gli uffici,in momenti come questi, si riempiono di interrogativi e paure.
Oggi prima di pranzo, ecco svelato uno degli ultimi arcani...cambio di Direttore Editoriale!
Venghino signori venghino, altro giro altro regalo.
Dunque, a me questa news non dispiace per niente. Ok io sono l'ultima arrivata e sicuramente di questi avvicendamenti aziendali non capisco un gran chè, ma il fatto che subentri una persona"nuova" con nuova energia ed un nuovo punto di vista... Non mi dispiace per niente.
Nel pomeriggio il nuovo direttore è venuto a farci visita e ha consolidato la mia sensazione.
Prima di tutto ha dei modi molto più diretti, ed è alla mano, secondo, pur sapendo di essere alle prese con una "mission impossible," è entusiasta e pronto a rivoluzionare, dove necessario, ormai vecchi passaggi burocratici infiniti. Se così fosse, saremmo davvero a cavallo... lo scopriremo solo vivendo.
Rientrando a casa ho fatto una bella chiacchierata con Elisa, le ho raccontato un po' di evoluzioni e stalli personali e lei mi ha aggiornato sulle nuove pieghe impreviste che la sua vita sta prendendo. Sono molto contenta per lei, le rivoluzioni personali non possono tralasciare un po' di sofferenza, ma fanno di noi "soldati"... nel modo giusto!
martedì 19 aprile 2011
Milano tribuna elettorale di carta
Buongiorno mondo…Qui Milano che parla.
Abbiamo l'impressione, la triste impressione, che la città stia prendendo le sembianze di una tribuna elettorale. My-day!
I tragitti di collegamento di superficie tra una linea metropolitana ed un’altra diventano veri e propri corridoi degli “orrori”, cumuli di carta uno sull'altro.
Faccioni incollati, strappati, quindi ri-appiccicati, trasformati con poche semplici mosse di pennarello, in novelle espressioni artistiche, spesso non propriamente eleganti, quindi ri-strappati e nuovamente incollati. Ma che divertimento!
Io me li vedo quelli che li attaccano, non parlo di coloro che per lavoro li affiggono in spazi deputati.
-Immaginate il trauma di trovarsi faccia a faccia, invece che con le natiche di Belen , con faccioni istituzionali e ritoccatissimi! -
A catturare la mia fantasia sono quelle bande di ragazzotti, fervidi credenti, che la notte ingaggiano vere e proprie lotte, in nome dell'attacchinaggio selvaggio.
Provate ad immaginarli come in “West side story”, io non riesco a farne a meno, mi diverte troppo l'idea, preferisco immaginarli così che accaniti mercenari.
Nel mio "film mentale" li vedo chiaramente aggirarsi per Milano con movimenti di danza proprio come in west siderale story, ve lo ricordate!?
Da una parte i sud americani con le loro tenute di pelle, che prevedono pantaloni aderentissimi e camice dai colori rigorosamente primari. Dall'altra parte gli yankee, uno stile meno sgargiante ma allo stesso modo retró e divertenti.
Tra un poster e l'altro li immagino ingaggiare una lotta a passi di danza, unici colpi bassi concessi.
Fermi in schieramento frontale, leggermente piegati sulle ginocchia mentre fanno ciondolare il braccio destro e cadenzano passi minacciosi con lo schiocco delle dita li vedo pronti a sfidarsi per la supremazia su corso Venezia, ambitissima posta.
Sarebbe divertente e forse il risultato sarebbe un po' meno indecente di quello che si mostra alla mattina sui muri della città.
Invece da quello che vedo, ieri notte non deve essere andata esattamente come figurato nelle mie fantasie. Peccato!
Attraversando la città non posso non pensare che se avessero investito, la metà dei soldi buttati via in questa guerriglia elettorale, in campagne di informazione, prevenzione e civilizzazione, forse questa mattina Milano sarebbe stata migliore!
lunedì 18 aprile 2011
About me
Le dinamiche familiari sono complicatissimi origami. Meravigliose, delicate e complicatissime costruzioni di carta.
Seguirne il divenire non vuol dire sapere esattamente quale sarà il risultato della metamorfosi.
Solo al termine di una lunga sequenza di pieghe e ritagli si incomincia ad avere un'idea più precisa, solo da lontano con un po' più di distacco, se ne intuisce l'insieme.
La mia famiglia più che un origami è un castello di carte, leggere, molto leggere.
Mesi per studiare la mossa più giusta e poi c' è sempre qualcuno che fa muovere il tavolo e fa cadere un piano.
E con quel piano, spesso, me ne frano anche io.
Vengo giù per qualche secondo in una cascata di carte, per reazione a catena. E per qualche secondo sotto quella montagna di carte mi sento Alice, devo aver mangiato il biscotto sbagliato ed essermi troppo rimpicciolita.
In questi casi, nei casi come questa sera, me ne sto ferma qualche secondo a piangere come Alice nel suo abito troppo grosso, davanti ad una porta che mi sembra impossibile da aprire.
La mia " Porta" ognitanto si apre e lascia comparire uno spiraglio che peró spesso dura solo qualche secondo.
Il nostro è uno dei più classici degli esempi di " malessere" di questo secolo, da manuale direi. La classica famiglia di umili origini, che negli anni 80 grazie al boom economico e il fatto di aver ben avviato, non senza fatica, due attività ha goduto di "grandi fasti". Si stava decisamente bene, la più classica delle famiglie piccolo borghesi.
Lunghe vacanze al mare, un bell'abito nuovo per le feste e il regalo a fine anno se avevamo concluso bene gli studi. Tutto questo per 15 anni, non senza grande dedizione al lavoro e soprattutto la capacità di mia mamma di tenere le fila, facendo sempre bene attenzione a quello che si poteva o non poteva fare.
Era prevedibile che per mia mamma, che porta con sè la tradizione contadina dei suoi genitori, fosse più facile intuire che i venti cominciavano a cambiare e bisognava quindi modificar la rotta. Ma non è solo quello.
Credo anche che volente o nolente gli uomini vengono da Marte e le donne vengono da Venere, siamo due pianeti molto diversi.
Quello che sto per dire non mi farà avere molto successo con i lettori uomini, mi scuso, ma questa è la mia esperienza, ed è la sensazione che ho avuto crescendo.
Penso che il fatto stesso che le donne condividano il proprio ventre con un'altra vita, fa' in modo che sviluppino più facilmente l'istinto di difesa e di condivisione nei confronti dei propri "cuccioli".
Mio padre questo istinto non l'ha avuto.
Le cose si complicavano, per la crisi economica, le difficoltà lavorative, e lui invece che cercare un modo per affrontare la situazione e cercare di risolverla, si è trovato un modo per dimenticarsi i problemi e sopravvivere alla quotidianità.
Un totale tentativo di evasione, mentre i problemi, le emergenze sul ponte di comando diventavano sempre più consistenti, tanto da far rischiare un naufragio a tutti e 4.
Mi sono chiesta più volte se era il caso o meno che raccontassi di lui, non so sia giusto o meno. Sono sicura peró che nel raccontare un po' di me e delle mie giornate sarebbe stato ipocrita glissare sulla persona che forse più di chiunque altro mi ha fatto soffrire, senza volerlo concretamente, ( involontarietà che comunque non perdono), ma che ha fatto in modo che io diventassi, nel bene o nel male la persona che sono.
Scrivo da una quarantina di minuti raggomitolata nella stessa posizione sento il bisogno di smuovere un po' le ossa per riprendere completa sensibilità, Teo, il mio gatto non è molto d'accordo. Anzi direi che è piuttosto infastidito dal mio smuovermi... È anche vero che Teo è sempre infastidito. Ha un fare da vero Snob.
Ha un caratteraccio, in primis è decisamente vendicativo, infatti mi sta già guardando lasciandomi intuire molta poca tolleranza nei confronti dei miei movimenti.
Incomincio a perdere qualche colpo, peró rispetto a due settimane fa mi sento molto meno stanca, anche nonostante la serata intensa.
Lo ripeto a voi anche per convincere me stessa, un po' di autogratificazione ci vuole sempre. La più classica auto pacca sulla spalla!
Sul lavoro le cose sono sempre più "fluide".
Incomincio a capire bene le differenze tra ciano, digital, check-disck, in slang da redazione, la nostra, Cedis ecc ecc. Finalmente capisco a chi va a cosa e a che punto della " catena di montaggio". Prendo dimestichezza con i Super uomini della produzione 6 in un solo ufficio tutti soli, potete immaginare cosa ne venga fuori.
In più dalla mia ho tutte le aspettative nei confronti della casina rosa.! oggi Nicola è andato in avanscoperta per vedere come è la zona, mi ha chiamato da lì decisamente entusiasta.
Ormai non vediamo l'ora di poterla vedere , speriamo domani si faccia sentire Diego, il ragazzo dell'agenzia.
Se passate di qui e voleste unirvi agli scongiuri... Chissà che un pò di energia positiva, non porti fortuna!
venerdì 15 aprile 2011
Marti...Marti!
Incomincio a prendere dimestichezza con il nuovo lavoro. Riesco a respirare un pochino, ma soprattutto incomincio a sentirmi un po' più tranquilla, perchè incomincio a capire quello che sto facendo. Molto bene , la tattica del no panic funziona sempre.
Oggi in un attimo di pausa sono anche riuscita a condividere la presa visione su internet del video della casetta dei sogni. Daniela, Barbara, Monia e Valeria intorno a me erano assolutamente entusiaste. È un bel feed back il loro, una specie di corridor test ( test del corridoio).
Prima che il video finisse Monia aveva già il telefono in mano " chiama!", nel caso mi avessero fissato un incontro era pronta ad accompagnarmi.
Qui ci vuole una piccola parentesi.
Credo davvero che la cosa più piacevole del lavorare qui sia la sensazione di far parte di una squadra, di una squadra pronta a gioire e piangere condividendo i propri "personali". È così anche per voi? Perché per me dove ho lavorato in passato non era esattamente così, eccezion fatta per Raffaella.
Ne parlavamo non molto tempo fa con Barbara, la compagna di scrivania, spesso entrare qui vuol dire mettere da parte il cattivo umore, condividere un'emozione : la notizia di una gravidanza, l'acquisto di casa, una perdita o un nuovo lavoro.
Così oggi intorno a quel pc, con tutte che mi dicevano " chiama, chiama" e si emozionavano con me, sono stata ancora una volta felice di fare parte di questo gruppo di persone.
Parentesi chiusa , ho chiamato... Settimana prossima durante la pausa pranzo vado!
Oggi in un attimo di pausa sono anche riuscita a condividere la presa visione su internet del video della casetta dei sogni. Daniela, Barbara, Monia e Valeria intorno a me erano assolutamente entusiaste. È un bel feed back il loro, una specie di corridor test ( test del corridoio).
Prima che il video finisse Monia aveva già il telefono in mano " chiama!", nel caso mi avessero fissato un incontro era pronta ad accompagnarmi.
Qui ci vuole una piccola parentesi.
Credo davvero che la cosa più piacevole del lavorare qui sia la sensazione di far parte di una squadra, di una squadra pronta a gioire e piangere condividendo i propri "personali". È così anche per voi? Perché per me dove ho lavorato in passato non era esattamente così, eccezion fatta per Raffaella.
Ne parlavamo non molto tempo fa con Barbara, la compagna di scrivania, spesso entrare qui vuol dire mettere da parte il cattivo umore, condividere un'emozione : la notizia di una gravidanza, l'acquisto di casa, una perdita o un nuovo lavoro.
Così oggi intorno a quel pc, con tutte che mi dicevano " chiama, chiama" e si emozionavano con me, sono stata ancora una volta felice di fare parte di questo gruppo di persone.
Parentesi chiusa , ho chiamato... Settimana prossima durante la pausa pranzo vado!
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